Novara può dirsi una città sicura? Secondo i dati ufficiali illustrati dal questore Fabrizio La Vigna durante il bilancio dell’attività riferita al 2025, il quadro restituisce indicatori che confermano l’efficacia dell’azione della Polizia di Stato e il lavoro quotidiano delle forze dell’ordine sul territorio. Ma per il Movimento 5 Stelle il tema non si esaurisce nelle statistiche.
A intervenire è Mario Iacopino, capogruppo del M5S in consiglio comunale, che da un lato riconosce «l’impegno serio e costante» di chi opera sul fronte della sicurezza, dall’altro mette l’accento su un punto che, sostiene, a Novara sta diventando sempre più evidente: la distanza tra sicurezza reale e sicurezza percepita.
«I numeri presentati raccontano l’efficacia dell’azione della Polizia di Stato – dichiara Iacopino – ma la sicurezza di una città non può essere valutata solo attraverso le statistiche». Per il capogruppo pentastellato, infatti, «se cittadini e cittadine hanno paura a uscire la sera, se alcune zone – a partire dall’area della stazione – sono vissute come luoghi di disagio a qualsiasi ora, allora il problema esiste e non può essere minimizzato».
Nel comunicato, Iacopino rivolge anche un ringraziamento alla Polizia locale, sottolineando che il corpo opera «in condizioni di sotto organico», spesso «senza gli strumenti e le risorse adeguate». Un impegno che, per il M5S, rende «ancora più evidente il vuoto lasciato dalla politica».
L’affondo arriva poi nei confronti dell’amministrazione guidata dal sindaco Alessandro Canelli. «Qui entra in gioco la responsabilità dell’amministrazione comunale – attacca Iacopino – che negli anni ha sottovalutato prevenzione, decoro urbano e vivibilità, lasciando intere zone della città spente, poco illuminate e prive di iniziative». La sicurezza, insiste il M5S, «non si costruisce solo con la repressione dei reati», ma anche con «presenza, cura e vita urbana»: dove ci sono degrado e abbandono cresce l’insicurezza, mentre «dove ci sono persone, luce, cultura ed eventi, lo spazio per l’illegalità si riduce».
Da qui la proposta di un “cambio di passo” articolato in una serie di interventi: rafforzamento dell’organico e delle dotazioni della Polizia Locale; presidio costante delle aree più sensibili, «a partire dalla stazione»; «pugno duro» contro degrado, spaccio e illegalità diffusa; illuminazione e decoro continui e non episodici; iniziative culturali, sociali e sportive per rianimare le zone considerate oggi più fragili; una collaborazione strutturata tra Comune, forze dell’ordine, Polizia Locale e servizi sociali.
«Le forze dell’ordine stanno facendo la loro parte – conclude Iacopino – ora tocca alla politica fare la propria. La sicurezza è un diritto di tutti, ma senza scelte coraggiose resta solo uno slogan».







