Treni freddi e ritardi: il Pd attacca la Regione. «Per i pendolari piemontesi il 2026 inizia come il 2025»

Rossi, Paonessa e Verzella denunciano disservizi diffusi nei primi giorni dell’anno. Sullo sfondo i dati ufficiali sulla puntualità della Torino–Milano

«Anno nuovo, disagi vecchi». È con questa sintesi che i consiglieri regionali del Partito Democratico Domenico Rossi, Simona Paonessa ed Emanuela Verzella tornano ad accendere i riflettori sulla situazione del trasporto ferroviario in Piemonte nei primi giorni del 2026, parlando apertamente di una condizione «inaccettabile» per migliaia di pendolari.

Le segnalazioni raccolte, spiegano i tre esponenti dem – tutti pendolari – raccontano di treni fermi in linea, ritardi, cancellazioni e convogli con il riscaldamento non funzionante con temperature bassissime anche nei convogli più nuovi. Una situazione che, hanno sottolineato, si ripete anche nelle stazioni, rendendo i viaggi quotidiani «sempre più complicati e penalizzanti» per lavoratori e studenti.

Le critiche arrivano mentre restano sotto osservazione anche i dati ufficiali sulla puntualità, in particolare sulla linea Torino–Milano, una delle più frequentate del Nord-Ovest. Secondo il report più recente sul servizio ferroviario regionale veloce, soltanto il 77,5% dei treni arriva con un ritardo inferiore ai 5 minuti, con criticità ricorrenti nelle ore di punta e nelle fasi di maggiore carico, proprio quelle che incidono maggiormente sulla qualità della vita dei pendolari.

«A dicembre – hanno ricordato Rossi, Paonessa e Verzella – eravamo già intervenuti sui disservizi e sul sovraffollamento della Torino–Milano. L’anno nuovo non sembra partire meglio, anzi». Per i consiglieri Pd non si tratta di episodi isolati, ma di una criticità strutturale che la Regione continua a sottovalutare. Nel mirino anche l’impatto sull’immagine del territorio: «In un periodo di festività e di maggiore mobilità – hanno affermato – questi disservizi rappresentano un pessimo biglietto da visita per chi si sposta in Piemonte». Da qui il richiamo al diritto alla mobilità, definito parte integrante del diritto allo studio e al lavoro.

Il gruppo Pd annuncia infine una nuova iniziativa in Consiglio regionale: un’ulteriore interrogazione all’assessorato competente per chiedere quali misure concrete la Regione intenda adottare. «I pendolari meritano rispetto, investimenti e un servizio affidabile, soprattutto a fronte di biglietti e abbonamenti sempre più costosi. Minimizzare o scaricare responsabilità non è più tollerabile» hanno concluso i consiglieri dem.

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