Vivere di un consumato amore

Alle donne, che vegliano

Adrienne Rich è stata una delle più importanti poetesse statunitensi del Novecento, profondamente impegnata nei movimenti femministi, per i diritti civili e per la giustizia sociale.

Un’allegria di cartapesta

Il Carnevale da poco concluso è, da sempre, il tempo della finzione e della maschera: un momento sospeso in cui l’identità quotidiana viene messa da

Il fuoco e la neve

L’eterno fuoco di Olimpia torna ad ardere tra Milano e Cortina in occasione dei XXV Giochi invernali, e illumina la gelida neve che ricopre le

Il dono di Natale che vorrei

In un giardino c’è un uomo che si prende cura delle piante e avverte una sensazione di piena armonia con la natura e il mondo.

Elogio del femminile

Il rito del 25 novembre si è da poco concluso, con il suo corredo di panchine e scarpe rosse, di flash mob e di post

Cento anni di Ossi

La rubrica letteraria in occasione dell’anniversario della prima pubblicazione

Il giorno di tutte le anime

Custodire le spoglie dei defunti è un segno necessario per la vita di chi rimane, di chi tiene il filo invisibile e misterioso con la

735 giorni dopo

Dopo due anni di dolore, durante i quali abbiamo avuto la conferma che il mondo è sempre più irrazionale e violento, il nostro sogno fragile

Laudes creaturarum

Il primo testo della letteratura italiana compie 800 anni.

Il mondo in bilico

Siamo partiti, questa estate, ci siamo svagati, convinti che il tempo della distrazione ci potesse far dimenticare i guai del mondo; magari anche speranzosi di

Vivere di un consumato amore

Alle donne, che vegliano

Adrienne Rich è stata una delle più importanti poetesse statunitensi del Novecento, profondamente impegnata nei movimenti femministi, per i diritti civili e per la giustizia sociale. I temi della sua poesia, l’amore, la maternità, l’identità femminile, l’omosessualità, diventano uno strumento per interrogare le strutture di potere e le disuguaglianze della società. 

Un’allegria di cartapesta

Il Carnevale da poco concluso è, da sempre, il tempo della finzione e della maschera: un momento sospeso in cui l’identità quotidiana viene messa da parte e l’individuo può diventare altro da sé. Alla fine della festa, quando le maschere cadono, resta una domanda: chi siamo davvero senza finzione? Siamo

Il fuoco e la neve

L’eterno fuoco di Olimpia torna ad ardere tra Milano e Cortina in occasione dei XXV Giochi invernali, e illumina la gelida neve che ricopre le piste su cui si svolgeranno molte gare. Le montagne, con la loro presenza imponente e silenziosa, rappresentano molto più di uno scenario naturale: sono un

Il dono di Natale che vorrei

In un giardino c’è un uomo che si prende cura delle piante e avverte una sensazione di piena armonia con la natura e il mondo. Si guarda intorno, vede il mare e in quel momento nel suo sguardo non c’è più spazio per rabbia, invidia, imbarazzo. E’ dove vuole essere,

Elogio del femminile

Il rito del 25 novembre si è da poco concluso, con il suo corredo di panchine e scarpe rosse, di flash mob e di post che inondano i nostri profili social. Anche se poi la realtà non smette di presentarci vite spezzate e proprio sui social compaiono commenti di inaudita

Cento anni di Ossi

La rubrica letteraria in occasione dell’anniversario della prima pubblicazione

Il giorno di tutte le anime

Custodire le spoglie dei defunti è un segno necessario per la vita di chi rimane, di chi tiene il filo invisibile e misterioso con la tradizione e la memoria. Sono sempre stati i poeti a spalancare le porte degli Inferi, per dar voce a questo mistero insondabile, all’espressione diretta del

735 giorni dopo

Dopo due anni di dolore, durante i quali abbiamo avuto la conferma che il mondo è sempre più irrazionale e violento, il nostro sogno fragile è quello di non leggere la parola pace solo sui titoli dei giornali: sogniamo che sia concessa una speranza di vita e di libertà autentiche

Laudes creaturarum

Il primo testo della letteratura italiana compie 800 anni.

Il mondo in bilico

Siamo partiti, questa estate, ci siamo svagati, convinti che il tempo della distrazione ci potesse far dimenticare i guai del mondo; magari anche speranzosi di trovarli in via di risoluzione. Ma il mondo ancora è agitato, pieno di odio e di furia distruttiva. Come finirà? Il poeta statunitense Robert Frost