Vaccini agli amministratori, Binatti criticato. Lui si difende: «Falso e diffamatorio»

«Sono stato accusato, ingiustamente, di aver voluto creare una corsia preferenziale nelle attività di vaccinazione per gli assessori del territorio: nulla di più falso e diffamatorio». È quanto replica il sindaco di Trecate e presidente della Provincia Federico Binatti al comunicato diffuso nel pomeriggio di ieri dalla minoranza consigliare di Trecate (Marco Uboldi, Filippo Sansottera
Pietro Campa e Pierpaolo Almasio) che lo accusa di aver chiesto alla Regione una corsia preferenziale alla campagna vaccinale per gli amministratori locali.

«Mattarella fa la fila, Binatti cerca una scorciatoia – dicono i quattro consiglieri – inviando alla Regione la richiesta per riconoscere una corsia preferenziale nella campagna vaccinale anche agli amministratori locali. Binatti si è riempito la bocca di promesse e rassicurazioni verso chi è stato colpito dall’emergenza Covid, ma alla resa dei conti si riduce come il furbetto che vuol saltare la fila alle poste. Chi amministra si pone al servizio dei cittadini. Torni sui suoi passi, ammetta l’errore, lo faccia pensando a tutti gli anziani in attesa di vaccino, a tutte le famiglie che hanno perso i propri cari, a tutti i lavoratori e professionisti, che più volte lei ha dichiarato di voler aiutare, per cui una dose di vaccino potrebbe fare la differenza tra salvare o meno la propria attività o il proprio posto di lavoro. Si può perdonare tutto, davvero, anche 5 anni di amministrazione comunale caratterizzata da immobilismo e decisioni scellerate, ma anche solo il pensiero di proporre una scorciatoia per la vaccinazione sulla base di un ruolo istituzionale è aberrante, squalificante e meschino.».

«I consiglieri comunali di opposizione trecatesi non sono a conoscenza del fatto che, nelle scorse settimane, è stata inviata all’assessore regionale Marco Gabusi e al presidente Alberto Cirio una lettera scritta e firmata dal sindaco di Gozzano Gianluca Godio, ma condivisa da tutti i sindaci della provincia di Novara (tra i quali anche il sottoscritto nella doppia veste di primo cittadino e di presidente della Provincia), senza alcuno steccato di appartenenza politica – replica l’interessato».

Nella lettera si legge: «Apprendiamo con immenso piacere la Sua comunicazione che manifesta la volontà della Regione di inserire nella Prima Fase del piano Vaccinale i volontari della Protezione Civile. E’ importante ricordare che in tutta la fase pandemica i volontari sono stati di grande supporto alle strutture comunali. Va però sottolineato che i volontari, non operano in maniera autonoma, ma sono sempre e comunque coordinati e diretti dagli uffici comunali, dai tecnici e nei Comuni più piccoli dagli Assessori competenti e da coloro che ne hanno una responsabilità diretta. Pertanto, alla luce di quanto esposto e di concerto con altri Sindaci della Provincia di Novara e dal Suo Presidente Federico Binatti, e chiediamo di voler fare uno sforzo maggiore e di inserire in questa finestra, in attesa che vengano identificati i lavoratori dei servizi essenziali, anche il personale che abbiamo sopra identificato e che ogni Amministrazione avrà modo di segnalare».

«Ho 38 anni, godo di ottima salute e, come molti altri nella mia condizione, non mi sarei mai sognato di approfittare di un ruolo istituzionale per ricevere favori o avere scappatoie rispetto ai miei cittadini e a tutti i cittadini della provincia di Novara che, avendone titolo, attendono ancora di essere vaccinati secondo i tempi e le modalità previste dal Piano nazionale e regionale – prosegue Binatti -. Al contrario posso dire di essermi fatto promotore affinché i volontari di protezione civile, come ad esempio quelli dell’Associazione nazionale Alpini che tanto ha fatto e sta facendo per la nostra città e per l’intero territorio novarese, potessero ricevere a loro volta il vaccino. Non solo: ricordo che, come presidente della Provincia, negli scorsi mesi ho anche chiesto alla Regione di sottoporre al Governo il necessario inserimento dei soggetti di un gesto pubblico di solidarietà a favore dei cittadini da parte dell’opposizione».

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