Binatti: «Rispettiamo le promesse fatte. Su di noi accuse infondate»

«Va bene che è iniziata la campagna elettorale, però o mentono sapendo di mentire oppure sono degli incompetenti. Non so cosa sia più grave». Questa l’opinione espressa dal sindaco di Trecate Federico Binatti. Ma partiamo dai fatti. Giovedì 17 dicembre gli esponenti della minoranza consigliare hanno indetto una conferenza stampa per mettere in luce alcune storture, a loro detta, dell’amministrazione Binatti. Tra i temi caldi il palazzetto di via Mezzano, gli interventi sulle scuole, i mancati aiuti economici in seguito al Covid, il bilancio e la Tari (leggi qui).

Pronta la replica del primo cittadino che, nella serata di ieri, venerdì 18, ha convocato un’altra conferenza stampa ribattendo punto per punto, a cominciare dal palazzetto: «I lavori per la costruzione della nuova struttura inizieranno a marzo – ha detto – e le domande pervenute sono state sessantacinque; tra queste abbiamo sorteggiato venti aziende che sono state invitate a presentare un’offerta formale. La vecchia palestra è stata demolita perchè non aveva l’adeguamento sismico ed energetico: non sapevamo che ci avessero lasciato in eredità un palazzetto non agibile. A fronte di lavori per 700 mila euro e una struttura che non sarebbe stata comunque utilizzabile dalle società sportive in quanto sono cambiati i requisiti tecnici, abbiamo preferito investire di più e realizzare un progetto utile alla nostra città. Era nel nostro programma elettorale e abbiamo mantenuto la promessa».

Sulla messa in sicurezza delle scuole Binatti ha dichiarato che «la precedente amministrazione aveva investito poco più di un milione di euro; noi siamo già arrivati a quota un milione e cento mila euro senza contare tutti gli interventi sotto i 5000 euro. A questo vanno aggiunti circa 90 mila euro per ogni scuola per i progetti di adeguamento sismico».

In ambito di sostegno economico in seguito alla crisi provocata dal Covid, il 15 dicembre sono stati approvati due progetti: «Un totale di 223 mila euro provenienti dal bonus idrocarburi – ha dichiarato il sindaco – 101 mila euro per integrare il costo della mensa scolastica, coprire le spese dell’aumento delle rette nelle Rsa e aiutare le famiglie in difficoltà a pagare utenze e affitti. Un lavoro frutto di un sondaggio fatto in primavera tra i cittadini. Gli altri 122 mila euro saranno destinati a progetti di orientamento per disoccupati che dovranno prestare il loro lavoro all’interno della comunità trecatese, un corso da 40 mila euro per la formazione di trenta Oss e poi un sostegno alle associazioni di volontariato».

Più spinoso l’argomento Tari. La minoranza, infatti, aveva accusato la giunta di non aver ridotto la tassa agli esercizi commerciali in difficoltà o costretti a chiudere, così come è avvenuto in numerosi altri Comuni d’Italia tra cui anche Novara: «È una tassa che non si può ridurre – ha affermato Binatti; chi l’ha fatto, ha commesso un azzardo. In primavera era stata prevista la riduzione, ma la delibera è stata impugnata e a oggi il rischio è quello che il Comune possa procedere a tagliare la Tari, ma che l’anno prossimo sia costretto a chiedere la restituzione della differenza».

Sul bilancio il primo cittadino è stato lapidario: «È in equilibrio nonostante dal 2012 al 2016 la precedente amministrazione abbia messo a budget quasi 500 mila euro di crediti non esegibili richiesti ad aziende chiuse o fallite e a cittadini che non erano più residenti. Nessuno aveva mai controllato. Nel 2019 sono cambiate le regole per la contabilizzazione del fondo crediti e abbiamo dovuto aggiungere 1 milione e 300 mila euro per coprire questi fondi inesegibili del passato».

Tornando alle opinioni, Binatti ha concluso dicendo: «A oggi c’è un sindaco che si ricandida con il sostegno di tutte le forze del centro destra. Dall’altra parte non c’è una coalizione, i trecatesi non sanno ancora quale sarà il candidato e, da quello che mi risulta, sono stati proposti più nomi. Quando, finalmente, l’altro candidato si sarà palesato, io sarò disponibile a un confronto pubblico basato su fatti concreti. Qualcuno ha parlato di ricatti: la nostra maggioranza è coesa e, per scelta, siamo rimasti in nove proprio per non subire ricatti da nessuno».

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