L’Alto Piemonte si scopre con i voucher. Turismo di prossimità e non solo

Alzi la mano chi, pur abitandoci, conosce tutto dell’Alto Piemonte. Non solo i laghi o il Mottarone, ma anche le eccellenze enogastronomiche delle risaie e delle colline, gli angoli nascosti di Novara, i segreti dei Sacri Monti, i percorsi geologici della Val Grande.

Quattro province (Biella, Novara, Verbania e Vercelli) con un unico obiettivo: rappresentare il Quadrante come un territorio da promuovere attraverso un’offerta turistica che sia in grado di mettere in luce le sue peculiarità tra lago, montagna, collina e pianura. Un turismo di prossimità agevolato dai voucher messi a disposizione dalla Regione: quelli alberghieri permettono di prenotare in una struttura convenzionata un soggiorno di almeno tre 3 notti pagando la prima notte mentre le altre due sono gratis. I voucher servizi turistici, invece, consentono di prenotare un’esperienza in città, outdoor, enogastronomica o per le famiglie pagando solo il 50%. Tutti i voucher si possono acquistare fino al 31 dicembre 2020 ma si possono utilizzare fino al 31 dicembre 2021.

Una proposta sviluppata dal progetto Alto Piemonte Turismo durante un webinair che ha visto la partecipazione di un centinaio di persone tra operatori, produttori e possibili turisti del territorio. Un saluto è arrivato anche dal consigliere delegato Wilhelm Kuhn, collegato da Regensburg, il quale ha sottolineato come «il consorzio abbia sviluppato una strategia di branding vincente».

 

 

A coordinare gli interventi Antonella Coser e Sabrina Maccagnan, titolari di Stopover viaggi, che hanno introdotto alcuni degli itinerari proposti dal consorzio e che toccano le quattro province: «I voucher della Regione ci hanno permesso di costruire un percorso di proposte legate al nostro territorio che non è molto grande ma contiene caratteristiche diverse da un angolo all’altro tutte da scoprire».

«Sul territorio siamo 35 guide e copriamo le province dell’Alto Piemonte – ha spiegato Giulia Varetti -. Uno degli itinerari va alla scoperta del centro storico di Novara che, molto spesso, nemmeno i novaresi stessi conoscono: dal cuore medievale del Broletto, quello ecclesiastico con il Duomo, i musei, il chiostro e il Battistero; San Gaudenzio, la Cupola e il legame che Antonelli aveva con le colline. Quindi raccontiamo i Nebbioli, le doc e la docg». Varetti ha poi accennato a un altro itinerario tra i Sacri Monti, dichiarati patrimonio dell’Unesco, a cavallo tra Piemonte e Lombardia: «Su nove, cinque si trovano sul nostro territorio tra cui quello di Varallo che è il più antico».

Guido Zanoletti, guida geologica, ha invece parlato degli itinerari in Bassa Val d’Ossola al confine con i laghi e la Svizzera: «Un territorio con tante peculiarità che si può scoprire con percorsi semplici, adatti anche alle famiglie con bambini. Un viaggio nel tempo che inizia 2000 anni fa e si snoda attraverso i segni lasciati dalla Seconda guerra mondiale fino alla Val Grande dove è possibile osservare la storia geologica delle Alpi anche con una visita alla cava di marmo».

Il ristoratore di Mergozzo, Carlo Sacco, ha parlato della sua terra: «Il nostro lago è stato decretato come il lago prealpino con le acque più pulite d’Italia; è un lago sorgivo con temperature molto basse dunque i pesci hanno carni molti consistenti. Un luogo adatto allo sport e alle escursioni grazie al sentiero azzurro, un anello di 11 km che percorre tutta la costa. E poi il percorso dell’Alpe Vercio da fare a piedi tramite una mulattiera che permette di vedere dall’alto cinque laghi».

Da un lago all’altro con Alessandro Trisconi dei canottieri Omegna, che ha proposto una gita sul lago d’Orta «con una barca facile da guidare da chiunque, non è necessaria la patente. Ma anche sci nautico con attrezzature adatte ai bambini oltre a una bicicletta che permette di pedalare sulle acque e fare il giro del golfo».

Cambiando totalmente paesaggio, Dario Bertoli, coordinatore di Alto Piemonte Turismo, ha presentato il percorso storico ed enogastronomico che si snoda tra il centro di Vercelli e le risaie «attraverso la figura del sommelier del riso che annusa da un calice con si fa per il vino. Il riso vercellese è il più prestigioso al mondo, ma non tutti sanno che le varietà sono numerosissime. Un’escursione che permette di assaggiare le varie qualità e imparare quale sia la migliore da abbinare in cucina».

Tutte le informazioni sono disponibili sul sito visitaltopiemonte.com

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