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Lo sport di contatto è ancora bloccato: Cirio scrive al Governo

La data tanto attesa dagli sportivi si è rivelata una vana speranza. Il decreto dell’11 giugno parlava di 25 giugno come via libera allo sport amatoriale e di squadra, ma il Comitato tecnico scientifico nazionale ha detto “No”

Lo sport di contatto è ancora bloccato. Cirio scrive al Governo: «Si autorizzino gli sport di contatto». Erano tantissimi gli sportivi che lo scorso 11 giugno, data di uscita dell’ultimo decreto, hanno cominciato a barrare i giorni sul calendario con l’obiettivo di arrivare al 25 giugno: sì allo sport di contatto. Il 25 giugno è ormai passato e di sport di contatto neanche l’ombra. Il Comitato tecnico scientifico nazionale ha espresso parere contrario alla ripresa della pratica sportiva e il decreto è di fatto impraticabile (“A decorrere dal 25 giugno 2020 è consentito lo svolgimento anche degli sport di contatto nelle Regioni e Province Autonome che, d’intesa con il Ministero della Salute e dell’Autorità di Governo delegata in materia di sport, abbiano preventivamente accertato la compatibilità delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei rispettivi territori, in conformità con le linee guida di cui alla lettera f per quanto compatibili).

 

 

Per questo motivo il presidente della Regione Alberto Cirio e l’assessore allo Sport Fabrizio Ricca hanno scritto al Governo:«Dal momento che il Dpcm vincola l’autorizzazione delle Regioni a una specifica valutazione del Ministero e dell’autorità di governo, di fatto la possibilità reale di autorizzare la pratica sportiva dei popolari sport di contatto è preclusa al Piemonte, così come alle altre Regioni d’Italia. Una limitazione così pesante alla pratica degli sport di contatto, così diffusi nella società italiana e così radicati nella nostra cultura, è difficile da sostenere. Si sta imponendo, infatti, un divieto ad attività essenziali al benessere psico-fisico della collettività»hanno scritto.

Questa situazione di stallo sta rendendo difficile anche la sopravvivenza di diverse società: «Siamo anche preoccupati del rapido deterioramento della rete di Asd sul territorio, alle quali non sarà particolarmente utile destinare misure di sostegno per le loro attività se continuerà ad essergli negata la possibilità di operare.

La situazione epidemiologica del Piemonte è in costante miglioramento, come confermato anche dall’ultimo report settimanale numero 6 di monitoraggio della Fase 2, trasmesso dal Ministero della salute, che conferma per la nostra regione una situazione positiva con valori entro le soglie di riferimento, un basso livello di rischio e una incidenza ridotta rispetto alla settimana precedente. Una situazione, quindi, che appare compatibile con la possibilità di autorizzare la pratica degli sport di contatto e che attende soltanto la vostra validazione ministeriale».

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