Fitwalking, da Aned e Centro trapianti reni dell’Aou un progetto sportivo alternativo

Dieci lezioni di questa disciplina saranno organizzate dalla sezione novarese dell'Associazione nazionale emodializzati, dialisi e trapianto in collaborazione con il Reparto dell'Ospedale Maggiore diretto dal professor Cantaluppi e istruttori Fidal della Società Amatori Master Novara

E’ assodato come praticare una disciplina sportiva a tutte le età, magari non a livello agonistico, possa fare solo bene alla salute. Anche per chi ha dovuto fare i conti con un trapianto di rene. In questo caso bene si sposa l’iniziativa che la sezione novarese dell’Aned (Associazione nazionale emodializzati, dialisi e trapianto) intende realizzare insieme al Centro trapianti di rene dell’Aou di Novara, struttura diretta dal professor Vincenzo Cantaluppi, volta a organizzare dieci lezioni di Fitwalking riservate a questo tipo di pazienti. Il tutto con la partecipazione di istruttori Fidal della Società Amatori Master.


Prima di tutto, come è stato illustrato venerdì 18 marzo nel corso della conferenza stampa presso la sede novarese di Aned, occorre capire cosa sia esattamente il Fitwalking.
«Si tratta di una tecnica di cammino – ha spiegato lo stesso Cantaluppi – che aiuta a sviluppare le qualità aerobiche ed è indirizzata a tutti coloro, dializzati, trapiantati e personale ospedaliero, che vogliono iniziare un’attività per migliorare la propria condizione di fisica e di salute». L’attività fisica, è stato ribadito ancora una volta, rappresenta un fattore importante per ridurre rischi cardiovascolari in questo tipo di pazienti. Numerosi e importanti studi dimostrano come praticare un’attività fisica di 30 minuti al giorno per almeno cinque giorni la settimana sia fortemente consigliata.
Purtroppo, come ha evidenziato Roberto Cantoni, delegato della sezione novarese di Aned, «il paziente in dialisi continua ad essere nella maggior parte dei casi una persona sedentaria, costretta tre volte alla settimana a tre sedute dialitiche della durata di circa quattro ore in ospedale. Per questo è importante coinvolgere i pazienti in questo percorso, che oltre ad apportare benefici fisici contribuisce a positivi risvolti dal punto di vista psicologico e della socialità».


Il progetto prevede l’organizzazione di dieci lezioni che si terranno nei mesi di aprile e maggio, ogni giovedì alle 18 presso le strutture della Società San Giacomo, nell’ex antistadio del “Silvio Piola”. A supervisionare il lavoro saranno Fabio Aina ed Enzo Fortunato, istruttori Fidal che già collaborano con la Società Amatori Master Novara. Ulteriori informazioni si potranno avere telefonando al 339 7605315.


«Nel nostro sodalizio – ha concluso il presidente degli Amatori Master, Carlo Delmastro – abbiamo diversi praticanti molto anziani. E’ importante muoversi, non fermarsi, a qualsiasi età. Perché purtroppo il fermarsi è una delle cause che portano a un peggioramento della situazione fisica. Con conseguenze irreversibili».

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Luca Mattioli

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