Fipav, con Francesco Arestia «un cambiamento nel segno della continuità»

«Un cambiamento nel segno della continuità». Con questo messaggio il novarese Francesco Arestia si presenta come candidato unico per succedere a Gianni Panzarasa alla guida del Comitato territoriale Ticino – Sesia – Tanaro della Federvolley, la cui assemblea elettiva è prevista per venerdì prossimo, 19 dicembre, al “Pala Igor”.

Sessant’anni da poco compiuti e sportivamente portati, Arestia è un volto conosciuto nell’ambito degli organismi dirigenziali pallavolistici locali e non solo. Dopo essere stato anche arbitro di volley dal 1985 al 1998 («Sono arrivato a dirigere partite sino alla serie B1», ricorda), è entrato a far parte del Consiglio del Comitato Novara – Vco della Fipav, diventando il responsabile organizzativo delle gare e uno dei principali collaboratori del presidente Gianni Panzarasa che anche lui lascia questo incarico dopo oltre vent’anni per candidarsi al Consiglio regionale.

 

Il programma che Arestia presenterà ai rappresentanti delle sessanta società del Comitato Ticino – Sesia – Tanaro (che costituisce il “governo” locale della pallavolo nelle quattro province del Piemonte Orientale più quella di Alessandria) chiamate al voto è all’insegna della «continuità, di quanto fatto di buono in tutti questi anni – spiega – In primo luogo la gestione dell’attuale emergenza legata al Covid e tutte le difficoltà che ha comportato alle varie società la continuazione del lavoro nel rispetto delle norme di sicurezza per il contenimento della pandemia. La speranza è quella che al più presto, dopo la ripresa dei campionati di categoria, si possa dare l’ok anche all’inizio dei tornei giovanili, in modo da riportare una sorta di normalità alla stagione».

La ripresa completa dell’attività passa anche attraverso un completo ritorno dell’utilizzo «delle palestre, situazione che a Novara non sta facendo registrare particolari problematiche, ma in altre realtà sì. Avendo ricoperto per diversi anni il ruolo di responsabile nell’organizzazione delle gare so cosa significa trovare i giusti “incastri” per garantire una regolarità dei tornei andando al tempo stesso incontro alle esigenze delle società con quelle delle strutture».

Guardando invece più in là nel tempo, quello che Arestia si augura è che «al ritorno alla normalità possa seguire un ulteriore sviluppo della disciplina, a una sua promozione nelle scuole in modo da coinvolgere sempre più ragazzi. Tanti praticanti in più rappresentano “ossigeno” per le società e per una struttura come la nostra, che “vive” grazie alle tasse gara». Importante è comunque un lavoro unitario, «e la mia candidatura “unitaria” – conclude – rappresenta appunto il risultato del superamento di qualsiasi divisione».

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