Corruzione e finanziamento illecito al partito, l’ex parlamentare Diego Sozzani assolto in Appello

Era a processo nell’ambito dell’operazione «Mensa dei poveri», una maxi inchiesta della Dda su un presunto sistema di malaffare fra Lombardia e Piemonte

Nessuna corruzione per avere consulenze in società pubbliche in Lombardia e nessun finaziamento illecito al partito. Ieri, 15 gennaio, la Corte d’Appello di Milano ha assolto perché il fatto non sussiste Diego Sozzani, ex deputato novarese di Forza Italia, partito di cui oggi è coordinatore provinciale. Era a processo nell’ambito dell’operazione «Mensa dei poveri», una maxi inchiesta della Dda su un presunto sistema di malaffare fra Lombardia e Piemonte, che coinvolgeva imprenditori, politici, e diverse altre figure professionali.

In primo grado il politico novarese aveva rimediato 1 anno e 1 mese di reclusione, con la condizionale, per un’ipotesi di corruzione in una delle consulenze per società lombarde oggetto degli accertamenti degli investigatori (per una seconda era stato assolto già in primo grado) e per un finanziamento illecito alle elezioni politiche del 2018. I suoi legali avevano chiesto invece l’assoluzione su tutti i fronti, sostenendo che non vi fossero prove di reati e soprattutto che Sozzani non avesse alcun bisogno di fondi in nero nel periodo della campagna elettorale di quell’anno. I giudici di secondo grado hanno accolto le richieste.

Sozzani era uno dei quattordici imputati ancora presenti nel giudizio. Inizialmente c’erano almeno un centinaio di persone coinvolte, molte delle quali uscite di scena con riti alternativi, fra cui diversi patteggiamenti. L’ex parlamentare, invece, aveva scelto il rito ordinario professando sempre la sua estraneità alle contestazioni. Il presunto finanziamento di cui si parlava nei capi di accusa era di 10 mila euro e sarebbe stato concesso dall’imprenditore milanese Daniele D’Alfonso, che oggi è stato condannato a 5 anni e 2 mesi per altri capi d’accusa, e le cui dichiarazioni non sono state quindi ritenute attendibili.

Fra le altre 13 persone ancora a giudizio, oltre a Sozzani e D’Alfonso, c’era l’eurodeputata Lara Comi, assolta dalla corruzione e da un episodio di truffa al bilancio Ue, riconosciuta colpevole solo per un altro episodio di truffa al bilancio Ue, con condanna scesa da 4 anni e 2 mesi a un anno di reclusione, con la condizionale.

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