L’altra faccia del Festival di Sanremo: la città parallela di covi rock, beach club e party

Sanremo, durante il Festival, è due città in una. C’è quella che entra all’Ariston, tra abiti lunghi e inviti bramati da tutti, e quella fatta da una moltitudine di persone che giorno dopo giorno, in un aumento numerico significativo e costante, si riversano tra le sue strade nella speranza di essere notati, di fare un selfie con un famoso e di guadagnarsi qualche gadget. Tanti, gadget.

La parola “evento collaterale” diventa quasi quindi un paradosso, essendo che proporzionalmente sono molte di più le attività extra competizione musicale rispetto a quelle strettamente a essa collegate: e così i cantanti sono ogni anno sempre più chiamati a fare una comparsata, una foto o un’intervista nei diversi hub di testate giornalistiche di settore, radio e sponsor e il pubblico si sente così coinvolto dall’atmosfera festivaliera anche senza mettere un piede dentro al teatro.

Si potrebbe disegnare una vera e propria mappa di pop-up, micro-palchi, lounge e spazi per incontri che aprono in città, innestandosi in attività commerciali o ricettive già attive e che per una settimana condividono gli spazi con addetti del settore e curiosi.

Tra queste tre grandi novità di quest’anno, che aprono le porte a tutti e non solo su invito, per respirare quell’aria di esclusività e di vicinanza a un mondo, quello della musica, sognato da molti ma toccato, perlomeno a determinati livelli, da pochi.

TV Sorrisi & Canzoni Beach Club

Tra gli spazi più “instagrammabili” di questa edizione c’è Sorrisi The Beach Club: un headquarter di oltre 500 mq allestito al Royal Hotel (nell’area terrazza/piscina) e pensato per accogliere pubblico e ospiti durante i giorni del Festival.

Qui la cosa interessante non è solo la location “vista mare”, ma la metamorfosi editoriale: una testata che da anni presidia Sanremo con interviste e copertine, oggi si materializza in uno spazio esperienziale.

Dall’esclusivo party di inizio festival il lunedì sera post sfilata sul green carpet, alla possibilità di guadagnarsi il proprio posto grazie ai biglietti gratuiti che sono stati prenotati tramite Eventbrite: quest’anno tutti si possono sentire parte della redazione più amata dagli appassionati di Sanremo, almeno per qualche ora.

Il Covo Rolling Stone: rock, talk e party come palinsesto parallelo

Dalla copertina più patinata di TV Sorrisi & Canzoni, al rock’n’roll fatto a rivista: Rolling Stones apre le porte del suo covo, con un quartier generale dove è possibile entrare (previa prenotazione gratuita) per assistere a interviste, live show e watch party serali.

Tra la sabbia delle spiagge vicino al Porto Vecchio di Sanremo, uno spazio multidimensionale permette quest’anno a tutti di avvicinarsi allo stile ruvido, graffiante e allo stesso tempo glamour del marchio storico dell’informazione orientata alla cultura musicale e non solo, dove è possibile ascoltare un concerto sorseggiando un drink (ovviamente dello sponsor) e, perché no, fare networking.

Casa Vessicchio: il Fuori Festival che sceglie la memoria (e la formazione)

Tra gli spazi più fuori dal centro del mondo sanremese, se non altro geograficamente, c’è Casa Vessicchio, ai Bagni Paradiso: un luogo pensato come spazio di creatività, formazione e incontri, con talk, presentazioni e showcase durante la settimana del Festival.

Il progetto nasce anche come omaggio a Peppe Vessicchio, scomparso a novembre 2025: il Festival stesso gli ha dedicato un momento di ricordo all’Ariston, tra standing ovation e repertorio di immagini diventate storia della tv italiana.

Nel quadro generale delle “case” brandizzate, Casa Vessicchio sposta l’asse: meno gadget, più contenuti; meno nightlife, più dimensione di comunità artistica. È uno di quei luoghi che ti ricordano che Sanremo non è solo gara e afterparty, ma anche una piattaforma culturale dove si può parlare di musica con un passo diverso.

Villaggio delle radio…o degli sponsor?

Tre le zone dedicate alle radio: il polo Radio Kiss Kiss, il Villaggio Radio Italia e il Villaggio delle Radio, presidi delle più importanti emittenti che si contendono l’amore dei visitatori distribuendo cappellini e zainetti e permettendo di vedere da vicino i propri idoli in gara, grazie a studi glass e maxi schermi.

Intorno a tutto questo le attività dei più disparati marchi e le code, davvero impressionanti, composte di persone di tutte le età che sperano di riempirsi le borse di cioccolatini, profumatori per ambienti, braccialetti, sconti e chi più ne ha più ne metta.

Mettendo insieme, dunque, tutto questo, la sensazione è chiara: Sanremo è sempre più un ecosistema. Il Festival in tv è l’attrazione principale, ma attorno si muove una città temporanea che vive di attivazioni, partnership, dove il brand diventa location, format, village, trasformando Sanremo da festival televisivo sempre più in piattaforma urbana.

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