Mentre a Roma il governo guidato da Giorgia Meloni annuncia decreti sicurezza e tolleranza zero, in periferia la realtà ha il sapore amaro dei tagli lineari. La sicurezza urbana, quella vera che si fa in strada, rischia di diventare un servizio “a gettone”, affidato non a nuovi agenti assunti stabilmente, ma a agenti presi in prestito da altri comuni.
È la fotografia scattata dall’ultimo avviso di manifestazione di interesse pubblicato dal comune di Romentino. L’amministrazione, stretta nella morsa della spending review e del blocco parziale del turnover imposto dalla legge di bilancio agli enti locali, non può assumere. La soluzione? Cercare agenti già dipendenti altrove, disposti a fare gli straordinari a Romentino nel loro tempo libero, pagati 25 euro lordi l’ora.
I “gettonisti” della sicurezza
Il meccanismo è tecnico (si basa sull’art. 1 comma 557 della Legge 311/2004) ma la sostanza è politica: la sicurezza diventa un extra. Il bando cerca istruttori di vigilanza per formare una pattuglia che operi due o tre sere a settimana, nella fascia oraria dalle 21 all’una. Nessuna stabilizzazione, nessun piano a lungo termine: solo un incarico temporaneo (massimo 12 ore settimanali) per coprire i buchi d’organico che i tagli statali impediscono di colmare strutturalmente.
Cosa dovranno controllare (biometano incluso)
Se il problema a monte sono i soldi che non arrivano da Roma, a valle le esigenze del territorio restano pressanti. I “gettonisti” in divisa dovranno garantire il pattugliamento del territorio, diffondere senso di sicurezza e cultura della legalità. Ma spulciando l’avviso emerge un compito molto specifico e sensibile: la pattuglia serale avrà l’ordine esplicito di «sorvegliare l’impianto di produzione di biometano posto in strada Torre Mandelli». La sicurezza di un’infrastruttura strategica e discussa viene dunque affidata a personale esterno, disponibile solo per poche ore a settimana, in una logica di emergenza continua.
La crisi degli enti locali
L’operazione di Romentino non è un caso isolato, ma il sintomo di un sistema in affanno. I Comuni sono costretti a farsi concorrenza tra loro per accaparrarsi le poche ore di disponibilità degli agenti, offrendo incentivi orari per garantire quei servizi minimi che lo Stato centrale richiede, ma che di fatto non finanzia più. La scadenza per presentare la domanda è fissata al 27 febbraio 2026. Fino ad allora, la sicurezza resta in attesa del miglior offerente.







