Trecate, Rosa Criscuolo si candida sindaco da civica e scarica Fratelli d’Italia

La candidatura era nell’aria da mesi, ora è ufficiale: Rosa Criscuolo scioglie le riserve e annuncia la corsa a sindaco di Trecate con il simbolo civico “Trecate che vogliamo”, sostenuta da tre liste.

Un passaggio atteso, ma tutt’altro che neutro negli equilibri del centrodestra cittadino.

Criscuolo, iscritta a Fratelli d’Italia e storica fedelissima dell’ex sindaco Federico Binatti, anche lui in quota con FdI, formalizza una discesa in campo che di fatto era già iniziata con mesi di presenza pubblica: prima sotto il gazebo di FdI, rivendicando il simbolo, poi presente agli appuntamenti più importanti del partito, infine con lo slogan civico che oggi diventa contenitore ufficiale della candidatura.

Una mossa che arriva agli sgoccioli per la presentazione delle liste e che fotografa una situazione politica rimasta sospesa troppo a lungo.

«I tempi sono stretti per la presentazione delle liste – dichiara Criscuolo – abbiamo atteso e crediamo sia responsabilità nei confronti dei cittadini aver fatto questo passo. Partiamo con una nostra candidatura civica: se gli altri partiti di centrodestra valuteranno di sostenerci saranno ben accetti, diversamente andremo per conto nostro».

Nessuna parola di rottura con Fratelli d’Italia, almeno formalmente. Anzi, sia Criscuolo che Binatti respingono l’idea di uno strappo politico: la scelta, spiegano, nasce da «tempi tecnici» che non consentivano ulteriori attese. «Non è una candidatura di servizio o tattica – ribadisce Binatti – è un progetto chiaro, con una visione chiara della città. A differenza di altri, noi non abbiamo mai posto veti sulle persone».

Il riferimento è evidente. Nel centrodestra trecatese, infatti, la partita si è giocata negli ultimi mesi su un terreno minato: Forza Italia aveva posto un veto sulla continuità con l’era Binatti, ponendo come condizione imprescindibile una discontinuità politica. Una linea condivisa dal candidato Roberto Minera, che corre con liste civiche ma con l’appoggio dichiarato degli azzurri.

Uno scenario che ha finito per spostare il confronto ben oltre i confini cittadini, approdando ai tavoli nazionali. In questo contesto, la candidatura di Criscuolo assume un doppio significato politico: da un lato la rivendicazione di un’area che non intende archiviare l’esperienza amministrativa precedente; dall’altro la possibilità concreta che un’esponente iscritta a FdI si trovi a correre contro la linea che il suo stesso partito potrebbe assumere ufficialmente a Trecate.

L’ex sindaco, dal canto suo, prova a tenere aperti tutti i canali: «Ho parlato con Nastri e con i vertici locali del partito – afferma – ma mi è stato detto che la decisione è in capo al livello nazionale. Ci saranno altre realtà civiche e politiche che sposeranno il nostro progetto. Se vorranno esserci anche loro, bene».

Una strategia che, nei fatti, ricalca quella adottata dallo stesso Minera: partire da un impianto civico, lasciando la porta aperta ai partiti.

Intanto, attorno alla candidatura di Criscuolo si muovono anche pezzi della vecchia classe dirigente: si vocifera del sostegno dell’ex presidente del consiglio comunale Giorgio Ingold, già FdI, e dell’ex assessore Alessandro Pasca, proveniente dalla Lega, oggi entrambi aderenti al partito di Vannacci. Un eventuale sostegno che confermerebbe la ricomposizione di un’area identitaria alternativa al centrodestra “tradizionale”.

«Il dibattito politico a Trecate è molto basso – attacca Binatti –. Rosa è l’unica che ha messo sul tavolo dei progetti, coinvolgendo anche ex amministratori che l’hanno riconosciuta».

Al netto delle dichiarazioni concilianti, il dato politico è chiaro: il centrodestra continua il suo percorso con una frattura non ricomposta e con una decisione ancora sospesa ai piani alti: se da Roma dovesse arrivare una linea diversa da quella incarnata da Criscuolo, la città potrebbe assistere a uno scenario inedito: una candidata iscritta a Fratelli d’Italia in competizione contro la scelta ufficiale del suo partito.

Una corsa che nasce civica, ma che è profondamente politica.

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Immagine di Cecilia Colli

Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di direttore