Elezioni, Milù Allegra “scalzata” da Laura Castelli (che poi rinuncia). Ma il Pd novarese si ribella

Con un autentico blitz il Nazareno cancella il nome della segretaria cittadina (che rimane vicecapolista nel plurinominale) per far posto alla sottosegretaria ex “pentastellata” entrata nella formazione di Di Maio. Il partito novarese in stretto contatto con Roma per cercare una soluzione, mentre Castelli ha annunciato il suo ritiro

Emanuela Allegra “sacrificata” alle esigenze della coalizione. Con una vero e proprio blitz dell’ultima ora la Direzione nazionale del Pd ha cancellato il nome della segretaria cittadina di Novara nel collegio uninominale Piemonte 2 (resta nel plurinominale) per far posto a quello di Laura Castelli, torinese, attualmente viceministra dell’Economia nel governo Draghi, formalmente ancora in carica per gli affari correnti. Eletta deputata quattro anni fa nel Movimento 5 Stelle, Castelli ha lasciato i “pentastellati” due mesi fa per seguire il ministro Luigi Di Maio nella nuova avventura con Impegno civico.

La scelta adottata dal Nazareno ha irritato non poco il Pd piemontese (per l’esistenza di antiche “ruggini” fra la diretta interessata e i “dem”, risalenti addirittura all’epoca dell’amministrazione comunale di Torino guidata da Piero Fassino), ma soprattutto quello locale, che si vede così privato della possibilità di avere una propria candidata in lizza, seppure in un collegio “secco”, dove appare scontata l’affermazione del leghista Alberto Gusmeroli.

Da parte sua Allegra ha inizialmente voluto smorzare ogni polemica sul nascere, specificando che la sua disponibilità a correre nell’uninominale sarebbe stata per puro spirito di servizio, lasciando intendere che l’unica condizione posta sarebbe stata la conservazione del secondo posto nel listino del plurinominale, posizione da lei ritenuta «dignitosa», alle spalle di quel Federico Fornaro, esponente alessandrino di Articolo Uno, unico in grado di essere eletto.

Al di là dei discorsi di campanile, rimane il fatto non indifferente che il Pd non riesca a proporre e imporre un “suo” nome a livello nazionale da candidare sul territorio (ad eccezione dell’ossolano Enrico Borghi), piegandosi troppo facilmente alle esigenze della coalizione. Dopo il “caso” Fornaro (deputato uscente del Leu, capo lista alla Camera al plurinominale nel Piemonte 2), quello Castelli ha però fatto traboccare il vaso. E percependo i malumori della base qualcuno ha forse finalmente deciso di alzare la voce.

Da diverse ore il Pd novarese – il segretario provinciale Rossano Pirovano, il consigliere regionale Domenico Rossi e la stessa Emanuela Allegra – è in contatto diretto con Roma per cercare una possibile via d’uscita; una soluzione che possa soddisfare tutti. A questo proposito una dichiarazione ufficiale è attesa per domani, lunedì 22 agosto, dopo la chiusura e il deposito delle liste. Ma nel frattempo è giunta anche una presa di posizione di Laura Castelli. In sostanza la viceministra “rinuncerebbe” alla candidatura novarese: «Casa mia é Collegno – ha dichiarato al Corriere della Sera -. Se la coalizione ha fatto altre scelte ne prendo atto e in piano spirito di squadra darò il mio contributo nei plurinominali di Impegno civico. La nostra sfida è andare oltre il 3%».

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Luca Mattioli

Luca Mattioli

Una risposta

  1. Forse era meglio evitare e incoraggiare scissioni le cui conseguenze stanno costando e costeranno care a tutti

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