Casella (lista “Novara in Comune”): «La più importante opera del Piemonte orientale bloccata per l’incapacità di chi ci amministra»

Lo ha dichiarato l'esponente della civica che appoggia il “pentastellato” Iacopino nella corsa alla poltrona di primo cittadino: «Alla luce di quanto accaduto il nuovo Ospedale dovrà essere ripensato»

Nel breve dibattito a distanza all’indomani della notizia che si è conclusa con un nulla di fatto l’asta per l’assegnazione dei primi lavori per il nuovo Ospedale si fa sentire anche la lista “Novara in Comune”, la civica che alle prossime elezioni amministrative appoggia il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle Mario Iacopino.


Lo fa attraverso la capolista Michela Casella, che senza troppi giri di parole non esita a definire il 20 settembre 2021 come il giorno del crollo del «project financing, il partenariato pubblico privato per il finanziamento del nuovo ospedale di Novara. La più importante opera pubblica del Piemonte orientale è stata bloccata dalla palese incapacità e superficialità di chi ci amministra».


Per Casella si era trattata di una scelta, quella «neoliberista da parte della Regione, completamente sbagliata, che ha causato un danno economico enorme alla città di Novara. Si dovrà ricominciare tutto daccapo. I soldi pubblici per un ospedale pubblico c’erano e ci sono. L’Inail ha messo a disposizione 400 milioni di euro nel 2018 e ora 1,6 miliardi di euro a tasso zero. Alla luce di quanto accaduto e con la pandemia il nuovo ospedale dovrà essere ripensato; progettato con il contributo di esperienza degli operatori sanitari e nella massima trasparenza e partecipazione».


Inoltre, «dovranno essere previste strutture modulari, rappresentare l’hub ospedaliero-universitario del Piemonte Orientale per le attività ad alta specializzazione, mentre andranno preservate alcune delle strutture dell’attuale ospedale, da dare in gestione all’Asl, per la gestione delle post-acuzie, delle lungo degenze e delle attività ambulatoriali a favore dei cittadini novaresi. Dovrà mettere al centro le esigenze delle persone malate ed integrarsi con la sanità decentrata e l’assistenza domiciliare ai pazienti anziani e fragili, rappresentare un modello di architettura sanitaria eco-sostenibile, alimentato con energie alternative e collegato alla stazione ferroviaria di Novara tramite mezzi elettrici pubblici. In questa vicenda chiediamo che ognuno si assuma le sue responsabilità e al tempo stesso colga l’occasione per un ripensamento profondo dell’impianto strutturale ed economico che caratterizzerà la nuova struttura».

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