Marano Ticino e profughi ucraini, il sindaco: «Positivamente sorpreso dai miei cittadini»

Nel piccolo comune novarese sono ben dieci i profughi ucraini ospitati

«Siamo davvero molto felici – esordisce così il sindaco di Marano Ticino, Franco Merli che, nelle ultime settimane, insieme all’intera comunità, si è messo in moto per accogliere i profughi ucraini. «Felici perché siamo riusciti a dare un tetto a un intero nucleo famigliare composto da una nonna, tre nipoti donne e un nipote. A loro volta, i nipoti, sono genitori di due piccoli bambini uno dei quali di soli 10 mesi di vita. Un totale di 7 profughi che ospitiamo in un appartamento di proprietà del Comune. Ricordo, in aggiunta, che a Marano Ticino, una famiglia di privati, sta già ospitando e aiutando una madre con i suoi due figli in un loro appartamento. Nelle scorse settimane ci siamo recati all’Hotel Parmigiano da padre Yuriy Ivanyuta il quale ci ha informati che era un po’ in difficoltà con un nucleo famigliare, perché non trovava una sistemazione per loro. Noi, come Comune, avevamo dato disponibilità per ricevere, eventualmente, due mamme con al massimo quattro bambini, ma quando, all’hotel abbiamo costatato l’enorme difficoltà per la sistemazione della nonna con famiglia al seguito, non ci abbiamo pensato due volte e li abbiamo accolti a Marano Ticino».

«I miei cittadini hanno risposto subito al nostro appello – continua il sindaco – e si sono presentati in tantissimi e, addirittura, hanno arredato l’appartamento dove alloggia la famiglia. Non ci aspettavamo così tanto ed è stato toccante. Materassi, mobilia varia e, soprattutto, cibo e latte in polvere speciale per la piccola di dieci mesi. Inoltre, un imprenditore di Marano Ticino, ha voluto donare alla famiglia ucraina una somma di denaro pari a mille euro. Ma non è stato l’unico a versare del denaro per loro, anche alcuni cittadini lo hanno fatto; quindi, siamo davvero orgogliosi della calorosa risposta da parte della comunità. Per ora – conclude Merli – attendiamo da parte della Regione novità circa i sostegni e nei prossimi giorni i profughi ucraini residenti a Marano Ticino sono attesi in Questura per il rilascio dei documenti che, senza dubbio, affretterà la situazione legata poi ai vari sussidi. Ma ci tengo a sottolineare che, grazie all’incredibile impegno dei miei concittadini, le famiglie da noi ospitate si stanno integrando e hanno tutto il supporto necessario per far sì che possano vivere in modo dignitoso in un momento così tragico per loro».

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Paolo Pavone

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