Quando frequentavo le elementari amavo scrivere piccole filastrocche su personaggi storici, scienziati, filosofi. E così mi cimentai su Isaac Newton. “Newton fisico dormiente con la mela sul testone, ti scopriva come niente, tutta la gravitazione”. Ero molto colpito dal fatto che molte scoperte scientifiche, astronomiche o geografiche fossero accadute per caso.La mela che cadde sulla testa di Newton, l’America che Colombo scoprì credendo fossero le Indie… Insomma la scoperte dell’uomo, a cominciare da quelle scientifiche, avvengono spesso per caso o per tentativi.

C’è solo un problema che noi vogliamo, esigiamo, pretendiamo risposte certe, subitanee, immediate e precise. Invece non è così , perché non può essere così. La medicina, per esempio, non è una scienza esatta e le sue ricerche, le sue ipotesi, le sue previsioni contengono sempre un grado di incertezza o almeno di non completa sicurezza. Dobbiamo farcene una ragione. La guerra per bande per difendere un epidemiologo contro un virologo, un esponente dell’OMS piuttosto che un rappresentante dell’Istituto Superiore di Sanità, è una guerra senza vincitori né vinti. Meglio che vi compriate un gratta e vinci.

Noi non sappiamo bene se il covid 19 aderisce meglio alle superfici plastiche che non al vetro, non sappiamo ancora bene se gli asintomatici sono infettivi oppure no, non sappiamo se il virus morirà con l’estate oppure farà un figlioletto Covid 20, detto “covidino”. Non lo sappiamo perché suo papà è nato solo sei o sette mesi fa e, come io non capisco ancora mia moglie dopo quarant’anni, volete che un povero scienziato abbia già capito tutto in un esserino grande un miliardesimo di volte meno di me? Non mettetevi a fare gli ultras dello Spallanzani contro i supporters dell’OMS, non lasciatevi andare ad imprecare contro Zangrillo o a portare ceri al Prof. Galli o Burioni.

La comunità scientifica progredisce anche grazie ad errori di valutazione, a correzione di rotte, a tentativi andati a vuoto. Si può dire della scienza, quello che diceva Hegel della verità, ovvero: “la verità è il movimento della verità stessa”. L’esercizio moralmente più duro, ma necessario, è la temperanza nell’esprimere giudizi su costoro. La scienza non procede linearmente, avanza a sbalzi, contempla errori, esitazioni, impennate di genio e anche colpi di fortuna.

Mascherine sì, mascherine no?, guanti sì guanti no? Indagini sierologiche, app? Tutto arriva per chi sa aspettare. E soprattutto la soluzione non verrà dalle manifestazioni di insofferenza. Se la mela, Newton l’avesse vista sul banco del fruttivendolo, ancora non sapremmo cos’è la gravità. E questo sarebbe grave. Quindi, tornate a cantare dai balconi, quando ci sarà il vaccino vi facciamo un fischio (no-vax permettendo).

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