Passio 2020 svela il dipinto di Memling in piazza Duomo

È “La Passione di Cristo” di Hans Memling il dipinto che la diocesi ha scelto per Passio 2020. L’immagine che  è stata svelata oggi, mercoledì 26 febbraio, mercoledì delle Ceneri, in piazza duomo. Un’inaugurazione ridotta, come era stato annunciato, in seguito alle disposizioni contro il contagio da coronavirus, trasmesso in streaming sulla pagina Facebook Passio Novara.

Fra cielo e terra. Città dell’Uomo, città di Dio” è il tema di quest’anno suddiviso in tre percorsi principali: i Quaresimali della Cattedrale che vedono quattro serate di preghiera e riflessione nei venerdì di Quaresima (6, 13, 20 e 27 marzo) toccando potenzialità e provocazioni per vita, cultura e fede della Chiesa e della società in quattro città-simbolo: Gerusalemme, Roma, Assisi e Istanbul; “La città dell’invisibile” con cinque incontri domenicali (1, 8, 15, 22 e 29 marzo) sui luoghi e le azioni quotidiane di operatori pubblici, privato sociale e volontariato, che mostrano una città capace di “prendersi cura” di far ricominciare chi esce da percorsi di carcere o tossicodipendenza, curare i malati, accogliere, educare i giovani e contemplare. Infine le meditazioni artistiche in San Nazzaro, con sei eventi serali di musica, teatro e riflessione.

 

 

Durante l’inaugurazione il vescovo, monsignor Franco Giulio Brambilla, ha ribadito il contenuto del suo messaggio per il mercoledì delle Ceneri: «Le chiese vuote e la mancanza del gesto comunitario della penitenza non significa che non debba esserci spazio per pregare, per meditare, per raccontare insieme, per dedicarci tempo, per riscoprire i legami di affetto e la bellezza di sentirci a casa nella nostra famiglia. Questo sarà anche il focolare degli affetti in cui calmare la paura di questi giorni, il luogo per stimarci a vicenda, per scoprire il valore e il dono che ciascuno è per l’altro. Mi ha colpito, tra i molti messaggi futili e talvolta di cattivo gusto che circolano in rete, quanto scrive un preside di Milano ai suoi alunni. Riferendosi al capitolo 31 de I Promessi Sposi di Manzoni scrive: «Si tratta di un testo illuminante e di straordinaria modernità che vi consiglio di leggere con attenzione in questi giorni così confusi. Dentro quelle pagine c’è già tutto, la certezza della pericolosità degli stranieri, lo scontro violento tra le autorità, la ricerca spasmodica del cosiddetto paziente zero, il disprezzo per gli esperti, la caccia agli untori, le voci incontrollate, i rimedi più assurdi, la razzia dei beni di prima necessità, l’emergenza sanitaria…». Ecco ben descritta la nostra paura, il cui rimedio può essere solo la preghiera, la prossimità, la carità e per chi è costretto a stare a casa vivere in famiglia, leggere un buon libro, ascoltare musica, fare una passeggiata e non restare chiusi in casa».

Il sindaco Alessandro Canelli ha, invece, affermato che «questa edizione è interessante con un tema attuale che ci consentirà di approfondire tante tematiche che attengono alla vita della comunità e di creare un innalzamento del livello culturale».

Don Silvio Barbaglia ha poi ricordato che domani, giovedì 27 febbraio, alle 8 è in programma il primo appuntamento “Caino, il primo costruttore di città” trasmesso in streaming sempre sulla pagina Passio Novara.

Il programma completo è disponibile al sito https://www.passionovara.it/

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