Micro opera è il nuovo format del Teatro Coccia. Presentata la stagione

Micro opera è il nuovo format del Teatro Coccia. Questa mattina, martedì 23 febbraio, la direttrice del Teatro Coccia Corinne Baroni ha presentato la seconda parte della stagione Resilienza che, ancora una volta in seguito alle normative anti Covid, si svolgerà on line. Presenti anche il presidente della Regione Alberto Cirio che ha annunciato un contributo di un milione e mezzo di euro in tre anni (leggi qui).

«Dobbiamo mantenere alta la qualità della produzione artistica – ha detto Baroni – e con i contributi che abbiamo ricevuto si potrà fare. Il nostro teatro deve diventare una bottega dell’arte: non possiamo più pensare a spettacoli tradizionali e non possiamo più permetterci di programmare perchè non sappiamo cosa succederà. Per questo ci siamo dotati di una squadra di giovani in grado di dare vita a produzioni di nuova concezione: micro opera è il nuovo format dei AMO, l’Accademia dei mestieri d’opera che sta proseguendo all’interno del Coccia».

La stagione “Resilienza – inverno primavera” prosegue, dunque, sul canale YouTube del teatro ed è continau a essere inserita progetto “La Cultura è Essenziale” promosso dal comune di Novara. “Chi ha paura del melodramma?” è il cartellone dedicato ai più piccoli. Si parte sabato 27 e domenica 28 febbraio alle 16.30 con l’opera da camera “I Viaggi di Gulliver” per teatro d’ombre, ispirata al romanzo di Jonathan Swift, su testo di Rosa Mogliasso e su musica originale di Bruno Moretti, messinscena e regia Contro Luce Teatro d’Ombre, allestimento ripreso da Alberto Jona. Nel ruolo di Gulliver Federico Cavarzan, la cantante è Giulia Bolcato. I costumi visionari e fantasiosi sono firmati da Giuseppe Palella, che si è potuto avvalere della “collaborazione a distanza” per i centrini che adornano gli abiti degli ospiti della Casa di Giorno Don Aldo Mercoli, che hanno donato con entusiasmo le loro mani e la loro maestria artigiana a questa nuova produzione.

La seconda opera da camera parte de ciclo “Chi ha paura del melodramma?” è Cendrillon di Pauline Viardot nella nuova versione scritta da Paola Magnanini, allieva di composizione AMO, andata in scena la scorsa stagione. Sabato 17 e domenica 18 aprile alle 16.30.

Due le opere sotto i dodici minuti per le quali ci si è avvalsi della collaborazione di due scrittori in residence per il Teatro Coccia: il librettista Vincenzo De Vivo e il giornalista e scrittore Stefano Valanzuolo che firma la drammaturgia. Si tratta di “Un paio in tre” opera buffa scritta da Paola Magnanini, firmata dalla regia di Salvatore Sito con il soprano Maria Grazia Piccardi, il mezzo soprano Caterina Dellaere e il pianista Riccardo Massolin nell’inedito ruolo anche di attore. L’opera sarà trasmessa su YouTube a partire da sabato 13 marzo alle 20.30.

Dormire, guarire forse il titolo della seconda micro opera. La storia si ispira a fatti recenti. Ad un rapporto improvviso ed emozionante che lega, per un attimo solo, un’infermiera ad una malata. Un rapporto leggero, costruito su piccolissimi gesti, ma importante. La scena mi è stata suggerita dall’immagine famosa dell’infermiera addormentata sul PC, durante la prima ondata di Covid. La musica è di Salvatore Passantino, la regia di Stefano Ferrara; soliste i soprani Laura Ali e Miryam Marcone, al pianoforte Eunmi Ahn. L’opera andrà in onda Mercoledì 12 maggio alle 20.30, giorno in cui si celebra la Giornata dell’infermiere

Queste prime due micro opere sono totalmente il frutto di Accademia AMO: i compositori, i registi, i solisti e i pianisti coinvolti, sono infatti gli allievi rispettivamente di Marco Taralli, Roberto Recchia, Paoletta Marrocu e Margherita Colombo, docenti dell’anno accademico attualmente in corso.

Spazio poi alla Danza con uno spettacolo dedica e omaggio al centenario dalla nascita di Astor Piazzolla: sabato 6 e domenica 7 marzo alle 20.30 “Un secolo di Tango”. Il trio orchestrale che darà vita alle note di Piazzolla è composto dai giovani artisti novaresi Riccardo Bisatti al pianoforte, Anna Molinari al violino, Lucia Molinari al violoncello.

Ancora opere da gustare tutte d’un fiato, sabato 8 alle 20.30 e domenica 9 maggio alle 16 I corti del Coccia. Tutto in una notte: sette corti, cinque micro opere a firma di compositori di esperienza che donano il loro lavoro per guidare i giovani compositori nel loro percorso formativo e le due micro opere a firma di Paola Magnanini e Salvatore Passantino.

Si intensificano anche i rapporti con il Conservatorio Guido Cantelli: andrà in scena venerdì 28 maggio alle 20.30 l’opera Una Domanda di Matrimonio, tratta dal lavoro di Anton Cechov, una opera buffa in un atto solo del compositore ferrare Luciano Chailly, padre del direttore d’orchestra Riccardo Chailly. Proposta per la prima volta alla Piccola Scala di Milano nel 1957, arriva a Novara come vera coproduzione tra Teatro Coccia e Conservatorio. Il libretto è del regista televisivo Claudio Fino e dello sceneggiatore Saverio Vertone. La regia è firmata da Alfonso Cipolla.

Il Teatro Coccia non poteva mancare un appuntamento così importante come le celebrazioni dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri. L’opera, nuova commissione della Fondazione, che chiuderà questa parte di stagione è “Rapimenti d’amore”: commissionata al compositore Cristian Carrara su libretto di Davide Rondoni, poeta in residence del Teatro Coccia, diretta dal Matteo Beltrami, apre ufficialmente le celebrazioni del teatro dedicate al Sommo Poeta.


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