L’oleggese neurologo Michele Viana alla Biennale di Asti

Importante traguardo per l'artista neurologo di origine oleggese, ma residente a Novara

Domenica 5 giugno ad Asti si è tenuto il 3° Vernissage della Mostra Biennale internazionale d’arte della città di Asti. Oltre cento le opere esposte dai 34 artisti nazionali e internazionali in galleria. Tra gli illustri partecipanti, presente anche Michele Viana di Novara, di professione medico specialista in neurologia, che da poco si è avvicinato all’arte figurativa e astratta. A maggio a Oleggio, paese in cui Viana è cresciuto, si è tenuta la sua prima mostra personale (qui il nostro articolo).

«Non mi aspettavo una scalata tanto veloce» – esordisce così l’emozionato artista e neurologo di origine oleggese e residente a Novara, Michele Viana. La sua presenza alla Biennale di Asti ha attirato, fin da subito, l’attenzione degli esperti del settore. Pablo Toussaint – artista di fama internazionale e curatore della Biennale di Asti – si è detto «colpito perchè – Viana – ha messo degli elementi tradizionali in un contesto artistico bellissimo». Mentre Roberto Portinari, critico d’arte, ha parlato «di contributo alla biennale molto fresco e di impatto con un’interpretazione “rock” del passato e dell’antico». Insomma, pare proprio che il neurologo – artista, in poco tempo, sia riuscito a dare corpo, forma, e sostanza a una passione che – come ha più volte sottolineato lo stesso Viana – è nata per gioco insieme a sua figlia un anno e mezzo fa.

«Nella vita mi occupo di tutt’altro – prosegue l’artista – ma soprattutto, un anno fa stavo ancora apprendendo da autodidatta la mia prima tecnica artistica: l’acquarello. Dunque, vedermi catapultato qui al fianco di artisti di prima grandezza a una Biennale, beh è davvero incredibile. Ma questo credo che aumenti la bellezza di questo momento. Che sia tutto nato spontaneamente, con naturalezza. Ora, dopo questa favolosa esperienza – conclude Viana – continuerò con maggiore passione il mio viaggio nell’arte: ho già nuove idee e collaborazioni in cantiere, una su tutte con un “collega” molto bravo: ne sentirete parlare presto, promesso!».

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Paolo Pavone

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