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«Lo sport mi ha dato tanto. “Vedermi” in scena? Scenderà qualche lacrimuccia»

È in attesa delle 20.30 di questa sera, venerdì 18 dicembre Cosimo Pinto: sul canale Youtube del teatro Coccia verrà trasmessa in streaming “Cinque cerchi in un quadrato”, l’opera che racconta l’ascesa fino alle olimpiadi del novarese Cosimo Pinto, oro nei Mediomassimi a Tokyo nel 1964 e un palmares di grande valore

«Lo sport mi ha dato tanto. “Vedermi” in scena? Scenderà qualche lacrimuccia». È in attesa delle 20.30 di questa sera, venerdì 18 dicembre Cosimo Pinto: sul canale Youtube del teatro Coccia verrà trasmessa in streaming “Cinque cerchi in un quadrato” (leggi qui), l’opera che racconta l’ascesa fino alle olimpiadi del novarese Cosimo Pinto, oro nei Mediomassimi a Tokyo nel 1964 e un palmares di grande valore.

Opera dell’accademia del Teatro Coccia, prodotta con l’Accademia dei mestieri d’Opera del Teatro Coccia Amo, sarà in replica sabato 19 allo stesso orario e sullo stesso canale e poi da domenica 20 dicembre sempre su Youtube ma sul canale “A-Novara”inserita nella programmazione La Cultura è Essenziale del Comune di Novara.

 

 

«E’ un onore essere protagonista di uno spettacolo realizzato nella mia città, – dice Pinto – quando la guarderà so che scenderà qualche lacrimuccia. Sono stato il primo novarese a vincere un oro olimpico, sono diciamo conosciuto, – dice sorridendo – mi fa molto piacere tutto questo».

Come si è avvicinato al pugilato?
«Non mi piaceva molto frequentare la scuola e così dopo la quinta elementare sono diventato garzoncino da un falegname e ho iniziato anche a praticare sport. Ho fatto ginnastica artistica ma non mi piaceva, poi judo e poi pugilato. E credo che mio zio, che si chiamava Cosimo, ho preso il nome da lui, mi abbia lasciato un messaggio: faceva pugilato, è morto a 41 anni».

Quando ha capito che il sogno di una Olimpiade non era così lontano?
«Potrei dire che tutto è partito da una gara a Ginevra. Un giorno il mio allenatore, Pierino Biscardi, che è stato per me è un secondo padre, mi ha detto che saremmo andati a Ginevra a combattere e io ero felice, io mi fidavo di lui. La gente là mi guardava, io ho gareggiato contro il favorito ungherese, Horvat, bronzo alle olimpiadi di Roma, e ho vinto. Da lì è iniziata la mia avventura, mi hanno chiamato in nazionale, mi sono sempre comportato bene e sono arrivato a Tokyo».

Che cosa rappresentano per lei lo sport e nello specifico il pugilato?
«Lo sport mi ha dato tanto, e per piacerti ne devi essere un vero appassionato. Ho scelto poi di non farla diventare una mia professione e sono felice delle mie decisioni. Il pugilato? Mi è piaciuto subito, anche grazie al mio maestro».

Quando torna indietro di 56 anni, a Tokyo, che emozioni prova?
«Ricordo tutto. Avete visto il video della vittoria? Ho rischiato il ko con il bulgaro Alexander Nikolov, ho vinto la finale con il russo Aleksej Kiselёv. Ma potevo vincere il bronzo se qualcosa fosse andato male. Invece ho vinto l’oro. I ricordi sono sempre belli e precisi».

Dal 1964 come ha guardato le olimpiadi successive?
«Con passione, ma in generale tutte le gare di pugilato. Come dicevo prima lo sport mi ha dato tanto e sono felice di guardarlo ora in tv».

Che attività sportiva pratica oggi Cosimo Pinto?
«Il giardinaggio, – chiude sorridendo – sono a casa tranquillo e mi dedico a questo hobby. Avrei voluto essere presente in teatro in questi giorni, ma dato il periodo ho preferito seguire da casa. Ci tengo a ringraziare ancora tutti per questa opportunità».

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