La miniatura del Quattrocento a Novara in un nuovo volume di Luca Di Palma

Il volume, inserito nella collana “Nuove ricerche di storia dell’arte novarese", si configura dunque come un viaggio alla scoperta di un patrimonio d’arte e cultura che, attraverso un ricco corpus illustrativo di 64 fotografie, si svela agli occhi del lettore.

La storia della miniatura a Novara è un argomento complesso e ancor oggi poco definito dalla critica. Un nuovo volume di studi a cura dello storico dell’arte novarese Luca Di Palma intende ricostruire il profilo di quest’arte attraverso l’analisi attenta e rigorosa dei manoscritti miniati quattrocenteschi conservati nelle più importanti istituzioni culturali novaresi, la Biblioteca Capitolare di Santa Maria, l’Archivio Storico Diocesano e la Biblioteca Gaudenziana. L’autore affronta lo studio di ciascun codice attraverso diversi punti di vista, definendone le vicende storiche e analizzandone la decorazione miniata, avanzando al contempo nuove proposte attributive.

Il volume, inserito nella collana “Nuove ricerche di storia dell’arte novarese” (Booksystem), si configura dunque come un viaggio alla scoperta di un patrimonio d’arte e cultura che, attraverso un ricco corpus illustrativo di 64 fotografie, si svela agli occhi del lettore.

Luca Di Palma è cultore della materia per l’insegnamento di Storia della miniatura presso l’Università Cattolica di Milano. Le sue ricerche si rivolgono in particolar modo allo studio della miniatura lombarda tra XIV e XV secolo.

«Tra i manoscritti miniati più interessanti oggetto di studi – ha spiegato Di Palma – va menzionato un piccolo Libro d’ore, ovvero un libro di preghiere per la devozione privata, conservato presso la Biblioteca Gaudenziana del Seminario. Non si conoscono tempi e modi in cui il manoscritto è giunto presso la biblioteca novarese, ma dalla lettura del calendario presente nei fogli iniziali, se ne deduce la provenienza dal contesto senese, avanzando l’attribuzione alla bottega del pittore e miniatore Sano di Pietro, attivo a Siena nel corso del Quattrocento. Il manoscritto, dotato di un corpus di miniature di grande qualità, fu certo utilizzato da una donna, il cui nome, Filitiana, compare su entrambi i piatti dell’elegante legatura cinquecentesca. Tale nome compare anche all’interno del volume, nella seguente preghiera:  “Domine sancte Pater omnipotens eterne Deus concede mihi rea et infelicissima peccatrice famula tua Felitiana sanctissimum corpus et sanguinem dilectissimi filii tui Domini nostri Iesu Christi”. È questo l’esempio calzante di come lo studio di un manoscritto sia, a conti fatti, un vero e proprio viaggio all’interno di un universo composto da numerosi e vari aspetti che lo storico dell’arte deve indagare con attenzione e rigore».

“La miniatura del Quattrocento a Novara” è la seconda pubblicazione della collana di studi di storia dell’arte di Booksystem dopo “Dal Medioevo al Seicento: scritti di storia dell’arte a Novara” uscito lo scorso anno.

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Paolo Pavone

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