«Il mondo della cultura continua a essere ignorato»

«A decorrere dal 26 aprile 2021, in zona gialla gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche, live-club e in altri locali o spazi anche all’aperto sono svolti esclusivamente con posti a sedere preassegnati e a condizione che sia assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi, sia per il personale».

Recita così l’articolo 6 del decreto annunciato una settimana fa dal presidente del Consiglio Draghi e non ancora definitivo. A due giorni dalla “riapertura” si conoscono a grandi linee le disposizioni, mancano non ancora i dettagli. Il 26 rappresenta, dunque, una svolta oppure no? Le opinioni degli enti culturali della città sono discordanti: c’è chi è disilluso e chi, invece, prova a cogliere dei segnali positivi.

La prima tappa l’abbiamo percorsa con Paola Turchelli, responsabile del Circolo dei lettori di Novara. E non a caso: oggi, venerdì 23 aprile, è la giornata mondiale del libro. Come si può pensare di ipotizzare il futuro di questo ente in vista delle annunciate aperture? «È difficile – spiega – la programmazione di maggio è già chiusa e tutta on line, una scelta di buon senso e di responsabilità. I tempi della pianificazione dei calendari sono ben diversi da quelli con cui vengono emanati i decreti: c’è un rapporto delicato con le case editrici, gli autori che prima di tornare in presenza vogliono tutta una serie di garanzie. Potremmo ipotizzare di ritrovarci a giugno con le presentazioni dal vivo, anche con un’anticipazione di Scarabocchi, ma sarà difficile che questo possa accadere nella nostra sede: secondo le normative, non possiamo posizionare più di venti sedie e il trasferimento al castello avverrà quando ci sarà un contratto con il Comune e la Fondazione».

Uno dei nodi fondamentali secondo la direttrice è il coprifuoco alle 22: «Se non cambieranno le cose, sarà quasi impossibile fare uno spettacolo all’aperto con i tempi ristretti imposti. Molti dei nostri incontri prevedono anche dei reading, non solo la classica presentazione con l’autore. Mi sento presa in giro: in tutto questo tempo, da parte dei governi che si sono succeduti, non c’è stato alcuna attenzione verso il settore della cultura».


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Cecilia Colli

Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di caporedattore.

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