La produzione di semiconduttori non è più una semplice questione industriale, ma il fulcro della sicurezza nazionale e della stabilità geopolitica globale. È con questa consapevolezza che istituzioni, mondo accademico e vertici aziendali si sono riuniti al convegno “Silicon R-evolution“, organizzato da Confindustria Novara Vercelli Valsesia per delineare le strategie del territorio in vista del colossale insediamento di Silicon Box. Un investimento da 3,2 miliardi che porterà in dote 1.600 posti di lavoro diretti, trasformando radicalmente il tessuto socio-economico locale.
A tracciare il quadro internazionale è stata l’europarlamentare Isabella Tovaglieri, evidenziando la drammatica vulnerabilità dell’Unione Europea, la cui produzione mondiale di chip è attualmente ferma al di sotto del 10%. «Chi produce semiconduttori controlla l’economia mondiale. Durante la pandemia abbiamo toccato con mano i rischi della nostra sistematica dipendenza dall’estero per le tecnologie avanzate, che rischia di mandare in tilt l’intero sistema industriale», ha spiegato l’europarlamentare Isabella Tovaglieri. Se il primo Chips Act europeo non ha centrato l’obiettivo di raddoppiare la produzione, le speranze sono ora rivolte alla versione 2.0 attesa per il 2026, che punta a mobilitare 120 miliardi entro il 2035. In questo scenario, l’Italia gioca già un ruolo di primo piano essendo il terzo produttore di componentistica nell’Ue, trainato dall’eccellenza delle Pmi.
Una vocazione che la Regione Piemonte intende istituzionalizzare. L’assessore regionale allo Sviluppo, Andrea Tronzano, ha ricordato il lavoro svolto all’interno di ESRA (l’Alleanza delle regioni europee per i semiconduttori): «La politica ha bisogno dei tecnici. Ascoltando gli imprenditori piemontesi abbiamo compreso l’importanza strategica del settore, e ora candideremo ufficialmente il Piemonte come regione di eccellenza nei semiconduttori all’interno del Chips Act».
Per vincere questa sfida globale, il territorio novarese ha scelto la via della compattezza. Il presidente di Cnvv, Carlo Robiglio, ha parlato di un vero e proprio “sistema Novara”: «Abbiamo messo intorno a un tavolo, in logica costruttiva, tutte le realtà del territorio per cucire insieme le diverse anime e produrre competitività. Siamo convinti che questo approccio diventerà un esempio a livello nazionale». Un sistema che poggia solidamente anche sulla ricerca accademica, come confermato dal rettore dell’università del Piemonte Orientale, Menico Rizzi. L’Upo si prepara ad accompagnare l’insediamento non solo sul fronte della formazione ingegneristica, ma anche su quello economico, mettendo in campo pragmatismo e collaborazioni mirate con altri istituti di ricerca.
Dal punto di vista operativo, l’amministrazione comunale è già proiettata al futuro. «L’investimento di Silicon Box è stato possibile grazie a un forte contributo di risorse pubbliche e a un lungo lavoro di persuasione per dimostrare che Novara è il territorio giusto», ha rimarcato il sindaco Alessandro Canelli. «Ora bisogna prepararsi e ripensare i servizi cittadini. Questa è un’opportunità straordinaria che fungerà da calamita per altri investimenti, senza per questo dover sostituire ciò che già esiste. Dobbiamo attrarre capacità che guardino al futuro, parlando tutti la stessa lingua». Un concetto ribadito anche da Marco Sciamanna (MEMC Global Wafers), che ha invitato a prendere coscienza di come i microchip siano «l’elemento invisibile, ma fondamentale, che permette la nostra attuale qualità di vita».
A chiudere il cerchio è stata la visione diretta dell’azienda asiatica. BJ Han, co-fondatore di Silicon Box, ha illustrato la rivoluzione tecnologica dei chiplets: la scomposizione dei chip e il loro successivo riassemblaggio in un sistema funzionante attraverso avanzate tecniche di packaging (PLP), capaci di garantire funzionalità altissime a costi contenuti. Una tecnologia trasversale destinata a coprire porzioni significative del mercato globale, dall’intelligenza artificiale allo spazio, dalla robotica all’automotive, fino alle telecomunicazioni mobili. Per soddisfare questa domanda, l’azienda ha deciso di espandere i propri orizzonti oltre la sede madre di Singapore, puntando con decisione su Novara con un investimento che segnerà la storia industriale del Paese.













