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Proroga al blocco dei licenziamenti. Cgil, Fasulo: «Buona notizia ma non basta»

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Lo scorso 15 ottobre il Governo aveva imposto stop al blocco dei licenziamenti in scadenza il 31 dicembre poi rinviato al 31 gennaio. Con la seconda ondata di pandemia, però, il premier ci ha ripensato e la proroga è stata fissata al 21 marzo poi si vedrà. Fino a quella data resterà in vigore la “Cassa Covid”, il sistema di sussidi allargato alle categorie di lavoratori di solito esclusi dal beneficio. Dopo i primi segnali di ripresa, il Governo aveva introdotto un meccanismo in base al quale le imprese erano tenute a farsi carico di una parte dei costi, fino al 18% di ciascun assegno; ora Conte ha preso l’impegno di cancellare quel costo almeno fino a che in virus non avrà dato tregua.

Nell’ultimo decreto, il cosiddetto “Ristori”, sono previste sei nuove settimane di cassa integrazione che potranno essere utilizzate dal 16 novembre fino al 31 gennaio; nella legge di Bilancio saranno previste altre dodici settimane di cassa per il 2021, ripristinando la “Cassa Covid” gratuita per tutte le imprese, come nelle nove settimane regolate dal primo decreto emergenziale. La possibilità di utilizzare la cassa integrazione Covid gratuita potrebbe essere estesa fino a giugno 2021.

 

 

«Una buona notizia per i lavoratori e le lavoratrici e per tutto il Paese – commenta il segretario provinciale di Cgil Novara Vco Attilio Fasulo -. Una scelta di buon senso che tiene contro delle osservazioni dei sindacati. Non si tratta solo di una proroga, però, è necessario avviare una serie di impegni e tavoli di discussione per una vera e propria riforma degli ammortizzatori sociali. Serve una legge che affronti la questione a tutto tondo compreso il fisco, le tasse e le pensioni. Questa è una buona occasione per uscire da questo periodo con un Paese realmente riformato a favore del lavoro. Perchè la proroga deve essere legata all’emergenza, ma bisogna anche pensare al dopo immaginando come sarà il lavoro nel momento della ripartenza. Siamo convinti che ne usciremo, però è necessario mettere le fondamenta non solo dare risposte emergenziali».


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Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di direttore

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