Economia&Lavoro

Nuova Camera di commercio, Ravanelli eletto presidente: «Uniti per contare di più»

Il vicepresidente e a.d. di Mirato Spa pronto a raccogliere la sfida: «Dovremo avere un ruolo centrale per il rilancio economico. Se il nostro esperimento dovesse andare a buon fine potrebbe essere un buon viatico per future aggregazioni»

Tutto come da copione, Fabio Ravanelli, vicepresidente e a.d. di Mirato Spa, in passato ai vertici degli industriali novaresi e non solo, oggi anche presidente della Fondazione Teatro Coccia, è stato eletto questa mattina, lunedì 21 dicembre, presidente della nuova Camera di commercio del Piemonte Nord – Orientale. Il nuovo ente, che riunisce le precedenti “camere” di Novara, Vercelli e Biella (in precedenza già unitesi fra loro) e quella del Vco, sarà espressione di un territorio di 870 mila abitanti, 95.073 imprese iscritte, un valore aggiunto di 22 miliardi, con un export del 22%.

Da parte sua Ravanelli si è detto «lusingato di essere stato scelto. Sento la responsabilità di questo momento. Viviamo – ha aggiunto – un fine anno terribile a causa della pandemia e della conseguente crisi economica. Sui nostri territori la Camera di commercio dovrà recitare un ruolo centrale per guidare il rilancio. In questo contesto il nuovo ente non dovrà essere un semplice erogatore di risorse, ma anche un organo potente di suggerimento e di stimolo nei confronti delle decisioni politiche, partendo dal tema del Recovery found. Nell’ambito delle risorse destinate al Piemonte dovremo dire la nostra per quanto riguarda l’allocazione di questi fondi. C’é un aspetto economico fondamentale legato alla pandemia, ma sarà importante anche il lavoro per “amalgamare” le quattro province esistenti sino a ieri, mettendo a fattor comune quelle che sono le specificità e i punti di forza di ciascuna, senza perdere le peculiarità, mantenendo fortissimo il presidio territoriale, che significa servizi di prossimità e di valore verso alle imprese».

 

Diversi i nodi strategici con i quali occorrerà confrontarsi. Solo nella nostra zona per Ravanelli «di “nervi scoperti” ne abbiamo tanti: dalla “Pedemontana” al collegamento stradale fra Novara e Vercelli; la messa in sicurezza della Statale 34 del lago Maggiore e poi ancora il Cim, che deve sempre più diventare una grande opportunità per il Novarese, senza dimenticare la stessa Tav e il conseguente nuovo collegamento Torino – Lione».

C’é anche il tema della digitalizzazione, da Ravanelli definita «sempre meno un’opportunità ma piuttosto una necessità per le nostre imprese, imprescindibile, per garantire e mantenere un buon livello di competitività sul mercato. E l’internazionalizzazione, con un progetto destinato al sostegno all’export, la formazione lavoro, per colmare il gap esistente fra la preparazione scolastica e quello di cui le imprese hanno bisogno, senza dimenticare la promozione del turismo nei nostri territori».

Una nuova Camera di commercio che rappresenta dal punto di vista storico un «un passaggio, non un inizio e neppure la fine di un percorso. Saremo la seconda Camera di commercio del Piemonte e mai come in questo caso si può dire che l’unione fa la forza. Uno dei principali fini di quest’unione è il fatto che le quattro province e le tre camere precedenti debbano contare di più, sia a livello regionale che nazionale. In questo senso ci confronteremo con Unioncamere Piemonte, per dialogare alla pari con le altre realtà. Questa dovrà essere la forza di questa aggregazione».

Una Camera di “Quadrante” sempre presente a livello territoriale: rimarranno aperte e funzionanti le attuali quattro sedi, così come i due “presidi” di Borgosesia e Domodossola. Una rappresentatività garantita nella nuova Giunta (che sarà nominata a gennaio), dove troveranno spazio ben quattro vicepresidenti, «ma dove ognuno dovrà impegnarsi e lavorare per tutta l’area». Una responsabilità importante, perché dopo quasi un secolo – è stato ricordato tra l’atro – viene ricostituito un ente che ricalca l’antica Provincia di Novara: «Se il nostro esperimento, come auspichiamo, dovesse andare a buon fine e portare dei buoni risultati – ha concluso Ravanelli – potrebbe essere un buon viatico per future aggregazioni anche ad altri livelli di strutture pubbliche».

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