Export: cresce Novara grazie all’abbigliamento. Rubinetteria in flessione

Guardando ai principali mercati di sbocco, il dato più evidente è la forte crescita delle esportazioni verso la Spagna

Nel terzo trimestre del 2023 le esportazioni complessive delle province di Novara e Vercelli sono calate nel loro insieme del -2,9% tendenziale, evidenziando dall’inizio dell’anno una dinamica al ribasso (+6,7% nel primo trimestre; +0,3% nel secondo); la performance è comunque migliore di quella nazionale che nel terzo trimestre ha registrato un calo del – 4,6%. Il dato relativo ai primi nove mesi del 2023 indica nel complesso una crescita del +0,9% a livello provinciale e del +1,0% a livello nazionale.

Un terzo trimestre del 2023 in cui le esportazioni di prodotti tessili e dell’abbigliamento della provincia di Novara sono cresciute del +9,1%, mentre quelle nazionali sono risultate addirittura in flessione (-5,4%). Nel complesso, i primi nove mesi dell’anno si chiudono con una crescita dell’export del +10,1% a livello provinciale e del +1,2% a livello nazionale.

Quanto ai principali mercati di sbocco, nei primi nove mesi del 2023 il dato più evidente è la forte crescita delle esportazioni verso la Spagna (+29,6%) e la Francia (+21,5%), che nel terzo trimestre confermano il trend ampiamente positivo registrato nel secondo. Sostenuti anche gli incrementi dell’export verso gli Stati Uniti (+13,2%), la Germania (+12,6%), i Paesi Bassi (+10,9%) e la Tunisia (+7,6%). Vira, invece, in territorio negativo l’export verso la Polonia (-4,4%) e si conferma in contrazione quello verso la Corea del Sud (-12,3%), il Giappone (-16,1%) e il Regno Unito (-25,2%).

I principali mercati di sbocco si confermano Francia, Germania e Spagna: verso questi 3 Paesi si dirige il 46,7% dell’export novarese di tessile-abbigliamento. Seguono nella classifica, per valore di export, gli Stati Uniti che migliorano di una posizione salendo al quarto posto, sostituendosi alla Tunisia che diviene quinta. Quanto agli altri principali mercati, Giappone, Paesi Bassi, Polonia, Regno Unito e Corea del Sud conservano rispettivamente la sesta, settima, ottava, nona e decima posizione. Verso questi altri 7 Paesi è diretto un ulteriore 27,8% dell’export provinciale, per una quota complessiva dei primi 10 Paesi pari al 74,5%.

Il dato, invece, che ha mostrato un peggioramento del terzo trimestre del 2023 appartiene alle esportazioni di macchine di impiego generale (rubinetteria-valvolame) della provincia di Novara che sono risultate in flessione del – 11,4%, a fronte di una crescita del +4,1% registrata a livello nazionale. Considerando l’intero periodo gennaio-settembre 2023 le esportazioni provinciali sono calate del – 8,1%, quelle italiane sono cresciute del +6,7% (si ricorda tuttavia che la voce ‘macchine di impiego generale’ comprende al suo interno anche prodotti diversi dalla rubinetteria-valvolame, che a livello provinciale sono presenti solo marginalmente). La flessione registrata sul piano provinciale nei primi nove mesi del 2023 è spiegata dalla contrazione dell’export verso otto dei dieci maggiori mercati di destinazione della rubinetteria-valvolame novarese: in ordine di importanza per volume delle esportazioni si rileva, infatti, una riduzione dell’export del -13,7% verso la Germania; -8,2% verso la Francia; -4,7% verso gli Stati Uniti; -1,9% verso il Belgio; -7,8% verso i Paesi Bassi; -17,4% verso la Russia; -23,9% verso la Spagna; -3,6% verso la Svizzera. Solo l’export verso il Regno Unito (+1,2%) e la Grecia (+3,2%) appare lievemente in crescita.

I tre principali mercati di sbocco, verso cui si dirige il 38,2% dell’export novarese di rubinetteria-valvolame, sono la Germania, che sale sul podio più alto, ma con pochissimo scarto dalla Francia che diviene seconda, e gli Stati Uniti che si confermano terzi, ma con un maggior distacco. Seguono nella classifica, per valore di export, il Regno Unito, il Belgio e i Paesi Bassi, che conservano rispettivamente la quarta, quinta e sesta posizione occupata nel primo semestre 2023; la Grecia diviene settima, guadagnando una posizione ai danni della Russia che diviene ottava; Spagna e Svizzera si confermano rispettivamente al nono e decimo posto. Verso questi altri 7 Paesi è diretto un ulteriore 26,4% dell’export provinciale, per una quota complessiva dei primi 10 Paesi pari al 64,6%.

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Paolo Pavone

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