Consulenti del lavoro a confronto: «Più regolarità e trasparenza per ridare dignità agli impieghi»

I professionisti novaresi insieme ai colleghi di tutto il Piemonte al convegno "Lavoro dignitoso e lavoro regolare" che si è svolto il 30 settembre 2022 a Oropa

I mutamenti nell’approccio all’attività lavorativa soprattutto dei giovani, i quali si convincono sempre più che il lavoro, l’impegno, lo studio non fanno più parte delle ambizioni della vita e dirigono altrove i propri obiettivi e interessi. Il forte disallineamento tra domanda e offerta di lavoro, che genera paradossi e manda in tilt il meccanismo dell’occupazione. Il rischio povertà, che si allarga anche verso chi percepisce un reddito regolare, ma non più al passo con l’attuale costo della vita.

Sono alcune delle nuove dinamiche che spingono verso il lavoro irregolare e che i Consulenti del Lavoro provenienti da tutto il Piemonte, tra i quali diversi professionisti dell’Ordine di Novara, hanno approfondito al convegno ‘Lavoro dignitoso e lavoro regolare’ che si è svolto venerdì 30 settembre 2022 alla sala convegni del Santuario di Oropa, in provincia di Biella. Durante la giornata, organizzata dalla Consulta dei Consigli Provinciali dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro del Piemonte in collaborazione con l’ANCL-SU, i Consulenti hanno analizzato questi fenomeni insieme a qualificati relatori dell’Ordine nazionale. Ma hanno soprattutto avanzato proposte e presentato strumenti per cambiare la rotta e ridare dignità al lavoro.

«In un contesto economico veramente difficile come quello che stiamo attraversando – ha affermato Annalisa Coda Zabetta, presidente dei Consulenti del Lavoro di Novara – il primo passo è ribadire con forza l’importanza della regolarità. In momenti di crisi, è molto facile cadere nella tentazione di accettare soluzioni poco trasparenti, sicuramente meno onerose sia per il datore di lavoro che per il lavoratore, ma completamente irregolari. Anche in questa occasione di confronto abbiamo sottolineato che bisogna invece spingere verso il lavoro regolare e la trasparenza nei rapporti, a vantaggio di tutti. L’intero sistema economico potrà contare sui Consulenti del Lavoro: la nostra categoria di professionisti, se messa nella condizione di lavorare seguendo il principio della semplificazione, che però ancora stenta a rappresentare un principio al quale ispirarsi, può farsi garante di quella regolarità che potrà portare a condizioni di vita migliori e maggiormente desiderabili».

Uno strumento che la norma ha individuato nell’ambito della attestazione di questa regolarità è l’Asse.Co. (Asseverazione di Conformità dei rapporti di lavoro), ossia la certificazione che i Consulenti del Lavoro rilasciano a tutte quelle aziende virtuose che si dimostrano regolari nell’ambito della totale gestione dei rapporti di lavoro dal punto di vista giuridico, retributivo, contributivo, assicurativo. Questa asseverazione oggi viene utilizzata per aumentare il punteggio delle offerte nelle gare di appalto pubblico, o per ottenere i fondi messi a disposizione dal PNRR, o ancora per ottenere i pagamenti dovuti da parte della Pubblica Amministrazione.

«È uno strumento utile per le imprese – ha aggiunto Coda Zabetta – che va incentivato. Noi ci stiamo muovendo in questa direzione per far conoscere l’Asse.Co. sul nostro territorio. A questo proposito abbiamo intenzione di fare una proposta concreta all’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Novara al fine di raggiungere un protocollo d’intesa in questo ambito nella nostra provincia. Durante un incontro ad agosto con il suo direttore Angelo Serina abbiamo accennato a questa possibilità e sarà nostro interesse approfondirla quanto prima. Riguardo ai principi guida, i Consulenti del Lavoro adottano poi a tutto tondo lo spirito delle prescrizioni delle Nazioni Unite, ripreso anche dall’ottavo Goal degli obiettivi ONU 2030, quello dello sviluppo sostenibile, che identificano la matrice del lavoro dignitoso nello sviluppo di un’economia che si presenti come inclusiva, sostenibile e duratura per ogni individuo. Su questo tema c’è ancora molto da fare, ma siamo fiduciosi».

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