Confindustria, sempre più difficile fare impresa nel nostro Paese

Confindustria, sempre più difficile fare impresa nel nostro Paese. «Siamo abbastanza preoccupati per il perdurare di una mentalità anti-impresa come quella che ispira le più recenti normative e che rende sempre più difficile l’attività imprenditoriale nel nostro Paese». Il presidente della Piccola Industria Carlo Robiglio è intervenuto al termine del convegno “La responsabilità penale delle società e degli enti (D.Lgs. 231/01): stato dell’arte della giurisprudenza e nuovi reati” che si è svolto ieri, martedì 18 febbraio, a Novara.

«Il rispetto delle leggi e l’etica d’impresa – ha osservato – fanno parte da sempre della storia di valori e degli impegni concreti di Confindustria. Si pensi, ad esempio, al “rating di legalità”, strumento fortemente voluto da Confindustria, che permette alle aziende virtuose di farsi riconoscere dai propri stakeholder assicurando premialità nelle misure di sostegno e nell’accesso al credito e che è stato finora ottenuto da oltre 7.500 imprese, di cui oltre il 90% Pmi, o al “Manifesto per l’etica d’impresa” che Rossana Revello, alla guida del nostro Gruppo tecnico per la Responsabilità d’Impresa, sta presentando con un roadshow in tutta Italia. Sono davvero tante le aziende che hanno scelto da che parte stare e si impegnano per il rispetto delle leggi, all’interno di un modello di governance che deve essere sempre più permeato da una cultura manageriale per creare valore condiviso. È doveroso ricordarlo, come è doveroso tenere conto di questo impegno e considerare, al netto della rilevanza dei reati previsti dal D.lgs. 231, quella che deve essere, attraverso un coordinamento normativo adeguato, una necessaria proporzionalità della risposta sanzionatoria».

Organizzato da Confindustria Novara Vercelli Valsesia in collaborazione con Confindustria, Ordine degli Avvocati di Novara e Aodv 231-Associazione dei Componenti l’Organismo di Vigilanza, l’incontro ha avuto come relatori Umberto Caldarera, avvocato in Novara e componente del Consiglio direttivo dell’Associazione dei componenti degli Organismi di Vigilanza, che ha analizzato le nuove fattispecie di reato e le ricadute sul “Modello organizzativo 231”, Antonio Matonti, avvocato e direttore dell’area Affari legislativi di Confindustria, che ha illustrato l’evoluzione delle linee-guida elaborate da Confindustria per l’applicazione nelle imprese dei modelli di organizzazione e controllo in osservanza a quanto previsto dal D.Lgs. 231/01, e il sostituto procuratore della Repubblica di Torino, Ciro Santoriello, che ha trattato alcuni casi di applicazione del D.Lgs. 231 nella giurisprudenza.

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