Camera di commercio: industria manifatturiera, prosegue il trend di crescita per produzione

Nel quarto trimestre 2021 prosegue il trend di crescita per produzione, fatturato e ordinativi in tutti i territori del quadrante. Incertezza e preoccupazioni per il futuro

Se nella prima parte del 2021 è proseguito il recupero dell’attività industriale nelle province di Novara e VCO, avviatosi dall’estate dello scorso anno e sostenuto sia dalla ripresa della domanda interna sia dall’incremento delle esportazioni, nel trimestre ottobre-dicembre tale dinamica, pur con dati ancora positivi, si è parzialmente indebolita. Il rallentamento è riconducibile principalmente alla scarsità di alcune materie prime e di semilavorati, con conseguenti difficoltà di approvvigionamento per molti settori, nonché al rincaro di trasporti ed energia.

La produzione industriale si mantiene positiva nelle quattro province del quadrante che si collocano, con la sola eccezione di Vercelli, al di sopra della media regionale piemontese, pari al +6,8% rispetto al IV trimestre del 2020, seppure con marcate differenze settoriali.

Novara si attesta su una crescita della produzione del +8,4%, la terza migliore performance in ambito regionale, con un fatturato in aumento del +13,9%. Bene anche la provincia del Verbano Cusio Ossola, che registra il +9,2% nella produzione industriale, il secondo migliore risultato in ambito regionale, con una crescita del fatturato del +12,7%. L’indagine del IV trimestre ha visto complessivamente coinvolte nel quadrante 643 imprese, per un totale di oltre 24.500 addetti e un fatturato superiore ai 6,5 miliardi di euro.

«I dati del quarto trimestre 2021, che vedono tre province del quadrante sul podio della produzione industriale piemontese, attestano la tenuta dei livelli produttivi nei nostri territori, in crescita anche se con ritmi più frenati rispetto ai trimestri precedenti» ha commentato Fabio Ravanelli (in foto), presidente della Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte. «Tali risultati sono offuscati dalla preoccupazione per il futuro: i fattori che minacciano la ripresa nel 2022 sono i prezzi di materie prime, gas e luce alle stelle, le fiammate inflazionistiche che colpiscono beni di prima necessità e capacità di consumo sul mercato interno, a cui occorre aggiungere le conseguenze della guerra in Ucraina, con la creazione di un effetto domino. Senza dimenticare l’importanza di investimenti in transizione energetica, che richiedono tuttavia tempistiche di medio e lungo periodo, in questo momento la priorità è individuare nuove forniture in modo da sostenere i livelli di produttività delle nostre imprese».

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