I mezzi meccanici sono entrati in azione e le prime operazioni hanno preso ufficialmente il via nel corso degli ultimi giorni. A Trecate è iniziata la tanto attesa bonifica dell’ex Unibios, lo storico impianto di produzione chimico-farmaceutica che ha segnato nel bene e, soprattutto, nel male la storia recente della città. L’avvio dei lavori di risanamento rappresenta una cesura netta con il passato, ma apre parallelamente un grande interrogativo su quale sarà la futura fisionomia di quel frammento di territorio.
La demolizione e la messa in sicurezza dell’area mettono la parola fine a un capitolo industriale fortemente controverso. Per anni, infatti, il sito dell’Unibios è stato al centro di aspre polemiche e battaglie civiche da parte dei residenti, esasperati dai continui problemi di inquinamento, dalle emissioni e dai miasmi che ammorbavano l’aria del quartiere. Un malcontento profondo, documentato nel tempo da comitati e portali locali che hanno raccolto le voci e le preoccupazioni di una cittadinanza costretta a convivere con una presenza industriale ritenuta ingombrante e problematica.
Ma il nome dell’impianto è legato in modo indelebile anche a una delle pagine più drammatiche della cronaca del lavoro trecatese. In passato, una violenta esplosione all’interno della fabbrica costò la vita a un operaio, Marco Pradella, morto carbonizzato a causa di un grave incendio scoppiato nel sito di produzione. Una tragedia che sconvolse la comunità locale e che portò successivamente alla condanna in appello dei vertici aziendali per le responsabilità accertate in materia di sicurezza.
Oggi, con l’inizio effettivo delle operazioni di bonifica ambientale, quel passato inizia a essere smantellato. Tuttavia, la vera incognita riguarda ciò che sorgerà al posto delle vecchie strutture produttive. Dal punto di vista urbanistico, il piano regolatore parla chiaro: l’intera area interessata dai cantieri è destinata a una trasformazione in zona puramente residenziale. Un’indicazione che, sulla carta, prefigurerebbe la costruzione di nuove abitazioni, puntando alla riqualificazione del tessuto urbano circostante.
Eppure, la destinazione finale dei terreni è tutt’altro che scontata. Sulle prospettive dell’ex Unibios pende infatti la legge 106 del 2011, una normativa che consente ai proprietari e agli sviluppatori di richiedere una variante al piano urbanistico. L’applicazione di questa deroga permetterebbe di scavalcare l’attuale vocazione residenziale del PRG, aprendo la strada a scenari completamente diversi e al momento imprevedibili, che potrebbero includere insediamenti di natura commerciale o nuovi poli dedicati ai servizi. Al momento non è affatto chiaro cosa succederà e quale sarà la conformazione che verrà formalmente proposta. La città di Trecate osserva i cantieri appena aperti, in attesa di scoprire quale volto avrà la sua rinascita.







