Erano due protagonisti dello spaccio nei boschi del Novarese, uno nella zona di Gozzano, l’altro in quella di Oleggio. Facevano parte di un più vasto gruppo di pusher di origine marocchina che da oltre dieci anni opera al confine con le province di Varese e Milano. Sono stati condannati in due a oltre 13 anni di carcere.
Il primo, Y.E.G., 33 anni, ha rimediato 7 anni e 3 mesi di reclusione e l’espulsione dallo Stato una volta scontata la condanna. Era stato indagato nel settembre 2022 al termine dell’operazione Sam dei carabinieri, insieme ad altre 16 persone. Ma lui non era mai stato processato finora perché rimasto a lungo latitante. E’ stato rintracciato di recente e mandato a giudizio.
Severo il conto presentatogli dal tribunale, tenuto presente che il pm aveva chiesto una pena inferiore, 4 anni e 4 mesi. La difesa, invece, aveva invocato l’assoluzione, parlando di mancanza di prove sul riconoscimento certo dell’imputato come uno degli spacciatori che all’epoca gestivano le compravendite di dosi nella vasta area monitorata dai carabinieri. Ma l’accusato è stato indicato in album fotografici, da alcuni consumatori, quale venditore di qualsiasi tipo di sostanza, cocaina, eroina, hashish.
L’attività degli investigatori aveva permesso di monitorare un giro d’affari di oltre 200 mila euro, con cessioni di chili e chili di droga, scoperto grazie ad appostamenti, controlli, cui erano seguiti analisi dei tabulati telefonici, riconoscimenti fotografici, deposizioni di clienti provenienti anche dalle province vicine come Vercelli e Biella, bloccati dopo l’acquisto, con sequestro di alcune dosi.
In un differente processo L.D. spacciatore marocchino di 52 anni, è stato invece condannato a 6 anni di carcere. I carabinieri l’hanno intercettato nell’autunno del 2023 in una delle tante indagini che hanno riguardato la zona di Oleggio, ben nota per il fenomeno. L’imputato si accompagnava a un connazionale già arrestato in quel periodo, ed era stato riconosciuto negli album fotografici. Un cliente, in aula, ha spiegato come avveniva il contatto, ovvero attraverso numeri di telefono che sono quasi del call center (il numero è sempre lo stesso, può cambiare chi risponde a seconda del periodo) e ordini in codice: latte per la cocaina, caffè per l’eroina, o ancora bianca e nera. Un servizio attivo 24 ore su 24 e 7 giorni su 7.







