«Sicurezza bene comune»: il questore La Vigna traccia la rotta della Polizia tra parrocchie e lotta ai “pendolari” del crimine

Non una semplice celebrazione, ma un manifesto programmatico per il futuro della sicurezza sul territorio. Al teatro Coccia, in occasione della festa della Polizia di Stato, il questore Fabrizio La Vigna ha centrato il suo discorso su un concetto cardine: la sicurezza come “bene comune” che richiede visione strategica, vicinanza ai fragili e pugno duro contro le infiltrazioni esterne.

Una città che cresce e la richiesta di rinforzi

La Vigna ha fotografato Novara come «una realtà viva, attrattiva e in forte espansione economica. Uno sviluppo dinamico che rappresenta un’opportunità per il territorio, ma che al contempo richiede un adeguamento strutturale dei dispositivi di controllo». Per questo, La Vigna ha annunciato di aver già avanzato al dipartimento di Pubblica Sicurezza «la richiesta per un potenziamento degli organici, necessario per garantire una presenza qualificata in una città che si sta affermando come hub strategico di quadrante. La sicurezza non è soltanto repressione – ha sottolineato – ma parte di un sistema complesso fondato sulla prevenzione, la fiducia e sulla responsabilità condivisa con le istituzioni e con tutti i cittadini».

La Polizia nelle chiese: l’alleanza contro le truffe

Il messaggio più forte sul piano della prossimità è stato l’annuncio di un accordo operativo con la Curia e le comunità parrocchiali della diocesi. Per stroncare l’odioso fenomeno delle truffe agli anziani, la Polizia entrerà direttamente nelle chiese: nelle prossime settimane, al termine delle messe domenicali, gli agenti prenderanno la parola per spiegare ai fedeli come riconoscere i raggiri e distribuiranno opuscoli informativi. «Esserci sempre non è soltanto un motto – ha spiegato il questore – ma è l’impegno concreto di stare accanto a chi ha bisogno, dai giovani vittime di cyberbullismo alle donne colpite dalla violenza di genere».

La sfida ai “pendolari” della malavita da Milano

Sul fronte investigativo, l’attenzione resta altissima sulla posizione geografica di Novara, definita «particolarmente attrattiva» per le organizzazioni criminali dell’area metropolitana milanese. Sotto il coordinamento della Procura, la Polizia ha intensificato le attività per arginare i cosiddetti “pendolari della malavita”, soggetti che approfittano della vicinanza con la metropoli per colpire nel nostro territorio. Uno scenario che, unito alle tensioni globali derivanti dal conflitto in Medio Oriente, richiede secondo La Vigna «attenzione, equilibrio e capacità di adattamento».

Il coraggio premiato: i nomi degli agenti sul palco

Il messaggio si è poi tradotto nei fatti con la premiazione degli agenti che hanno incarnato questi valori nel quotidiano. All’agente Lorenzo Spolaor, è andata la promozione per merito straordinario, per essersi calato in un crepaccio per portare in salvo un uomo con disabilità rimasto ferito gravemente durante un incidente sulle piste da sci. Riconoscimento solenne anche per l’agente Mattia Luca Sanzo e lode per l’agente Francesco Longo, che a Novara hanno salvato una bambina di due anni priva di sensi, praticando le manovre di disostruzione pediatrica fino a liberarle le vie aeree.

La lode è andata anche al commissario capo Antonio Sapio per la gestione dell’ordine pubblico durante il derby Novara-Pro Vercelli, operazione conclusa con 4 arresti e 11 DASPO, e al sovrintendente Raffaele Iacaruso per l’identificazione di sei criminali tramite sofisticate tecniche di polizia scientifica. Infine, sono stati premiati per il maxi-sequestro di 108 kg di hashish a Borgo D’Ale l’ispettore Sergio Quaranta, il sovrintendente Francesco Deligio, gli assistenti capo Leopoldo De Feo e Antonio Zema, l’agente scelto Christian Mandracchia e gli agenti Pasquale PaganoMaria Bussu e Sofia Salvini.

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Immagine di Luca Galuppini

Luca Galuppini

25 anni, laureato con lode in Politics, Philosophy and Public Affairs all'Università degli Studi di Milano, lavora come addetto stampa.