Sicurezza a Pernate, scoppia il caso autovelox: Brustia e Pirovano bocciano il sondaggio di Piscitelli

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La sicurezza stradale a Pernate si è trasformata in un terreno di scontro politico, dove le legittime preoccupazioni per la viabilità hanno finito per incrociare iniziative personali e rigidi richiami istituzionali. Al centro della bufera c’è la gestione dell’eccessiva velocità dei veicoli in transito nella frazione, un problema cronico che ha innescato un duro botta e risposta tra il portavoce del quartiere Luca Brustia, affiancato dal consigliere comunale del Pd Rossano Pirovano, e il consigliere di maggioranza Umberto Piscitelli.

A far scattare la scintilla è stata l’iniziativa autonoma di quest’ultimo che ha ideato e distribuito un modulo cartaceo intitolato “Sondaggio quartiere di Pernate“. Nel documento, il consigliere chiede esplicitamente ai residenti di esprimere una preferenza tra due soluzioni tecniche per rallentare il traffico: le strisce pedonali rialzate (dissuasore) o l’installazione di un Autovelox. Le arterie indicate per l’intervento sono via Romentino, via Novara, viale dei Tigli e via San Michele. Un’iniziativa pensata per «farsi così portavoce con il comune” di una decisione presa a maggioranza», ma che ha incontrato la ferma e piccata opposizione di chi, portavoce, lo è già per mandato istituzionale.

La replica di Brustia e Pirovano non ha fatto sconti e ha chiuso le porte a qualsiasi ulteriore consultazione popolare. I due esponenti hanno ricordato infatti che «lo scorso 30 gennaio si è tenuta un’assemblea pubblica estremamente partecipata, durante la quale i pernatesi avevano già indicato le priorità, chiedendo l’installazione di quattro dispositivi di controllo nei principali accessi al quartiere» alla quale Piscitelli sarebbe risultato assente.

La questione ha peraltro già superato la fase propositiva per approdare sul tavolo del sindaco Alessandro Canelli. Durante un incontro ufficiale, il primo cittadino ha accolto le istanze del quartiere, pur evidenziando comprensibili limiti di bilancio per un’installazione massiva simultanea. La soluzione di compromesso, già vidimata, prevede di partire concretamente con una prima fase: la posa di due telecamere autovelox, posizionate strategicamente in via Novara e in via Romentino.

Sulla questione sollevata dal sondaggio di Piscitelli, Brustia e Pirovano sono stati lapidari. La scelta degli autovelox rispetto ai dossi non è un capriccio estetico: i rialzi stradali, sulle arterie ad alta percorrenza, causano rumori, fastidiose vibrazioni per i residenti, potenziali danni ai veicoli e, fattore ben più critico, rallentano i mezzi di soccorso e del trasporto pubblico. L’esempio virtuoso citato è quello dei vicini comuni di Galliate e Cameri, dove i rilevatori elettronici hanno risolto l’emergenza velocità in tempi brevi.

La chiosa del portavoce Brustia ha il sapore del richiamo all’ordine: «Non servono altri sondaggi pre-elettorali. Se davvero il consigliere Piscitelli vuole essere un simil portavoce, è invitato a partecipare agli incontri per confrontarsi con i cittadini. Ritengo questa ennesima iniziativa personale una mancanza di rispetto non solo nei miei confronti, ma di tutti i pernatesi». L’attesa del quartiere resta ora concentrata su un solo, pragmatico obiettivo: l’effettiva accensione delle telecamere promesse.

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Immagine di Luca Galuppini

Luca Galuppini

25 anni, laureato con lode in Politics, Philosophy and Public Affairs all'Università degli Studi di Milano, lavora come addetto stampa.