Materiali industriali destinati allo scarto che diventano opere d’arte grazie alla creatività delle persone con disabilità. È l’idea alla base di “Scarti d’Autore”, il nuovo progetto promosso da Fondazione Apri le Braccia, sostenuto da Fondazione Comunità Novarese e realizzato in collaborazione con Confindustria Novara Vercelli Valsesia.
Un progetto che mette insieme inclusione sociale, arte contemporanea ed economia circolare, partendo da un principio semplice: ciò che ha terminato il proprio percorso produttivo non necessariamente ha esaurito la propria vita. E lo stesso cambio di prospettiva viene applicato alle persone con disabilità, troppo spesso raccontate attraverso i loro limiti anziché attraverso talenti, competenze e potenzialità.
Fondazione Comunità Novarese sostiene “Scarti d’Autore” con 30 mila euro, su un costo complessivo di circa 50 mila, attraverso le risorse territoriali di Fondazione Cariplo.
«È un messaggio forte: gli scarti esistono solo nella nostra testa – ha sottolineato il presidente della Fondazione Davide Maggi –. Attraverso la mente, la fantasia e la capacità creativa possiamo dare loro una nuova vita. Ed è attraverso la collaborazione con le istituzioni e le diverse realtà del territorio che possiamo cambiare il modo di considerare questi scarti e immaginare per loro una nuova vita».
Il progetto nasce dall’esperienza di Fondazione Apri le Braccia realtà di Galliate che raccoglie l’eredità ultratrentennale dell’associazione di volontariato Noi Come Voi e che oggi gestisce un Centro Diurno e un Nucleo Residenziale per persone con disabilità, oltre a diversi servizi territoriali. Negli anni la Fondazione ha sviluppato progetti nei quali dimensione educativa, lavoro e valorizzazione delle capacità individuali si intrecciano: dalla Ri-CiclOfficina, dove il recupero delle biciclette dismesse diventa strumento educativo e riabilitativo, a Vite Libere, che coinvolge persone con disabilità nella filiera vitivinicola, fino alla produzione di un Nebbiolo Doc delle Colline Novaresi.
“Scarti d’Autore” rappresenta un nuovo passo di questo percorso. I materiali di recupero messi a disposizione dalle aziende – scarti industriali, semilavorati difettosi, eccedenze di produzione ed elementi non più utilizzabili – saranno affidati alle persone con disabilità coinvolte nei laboratori artistici, che li trasformeranno in opere d’arte.
«Scarti d’Autore nasce dal desiderio di guardare alla disabilità con occhi nuovi, superando ogni logica puramente assistenziale per restituire centralità al talento e alla dignità di ogni persona – ha spiegato Benedetta Sereno, presidente di Fondazione Apri le Braccia –. Un incontro umano e creativo, in cui le persone con disabilità diventano le vere protagoniste di laboratori di arte contemporanea».
L’obiettivo, infatti, non è proporre una semplice attività occupazionale: i partecipanti saranno gli autori di un vero percorso artistico, prendendo parte alle diverse fasi della progettazione e della realizzazione delle opere.
Fondamentale è il coinvolgimento del mondo produttivo. Grazie alla collaborazione con Confindustria Novara Vercelli Valsesia, l’iniziativa è stata proposta alle imprese associate della rete ESG e in poco tempo ha raccolto numerose adesioni.
«C’è un’importanza sociale, ma anche un tema legato alle condizioni di sostenibilità – ha spiegato il presidente di Confindustria Carlo Robiglio –. È un’attività importante per le imprese, che prendono dal territorio ma al territorio danno anche molto».
Tra le prime aziende che hanno aderito figurano B-Pack Spa di San Pietro Mosezzo, Coccato & Mezzetti Srl di Galliate, Memc Electronic Materials Spa di Novara, Mil Mil 76 Spa e Mirato Spa di Landiona, Olivari B. Spa e Carlo Nobili Rubinetterie Spa di Borgomanero, Sambonet Paderno Industrie Spa di Casalino, YKK Italia Spa di Prarolo e Gruppo Marazzato di Borgo Vercelli.
«L’iniziativa fa parte delle nostre attività dedicate alla sostenibilità – ha aggiunto Paolo Maffè –. Lavoriamo su tre dimensioni: quella ambientale, con l’economia circolare, quella sociale e quella della governance. In pochissimo tempo 12 aziende hanno aderito al progetto. È una sperimentazione che cercheremo di rendere strutturale».
Il cuore di “Scarti d’Autore” saranno i laboratori che coinvolgeranno 67 persone con disabilità, affiancate da educatori, operatori, volontari e studenti. Le attività si svolgeranno negli spazi della Fondazione Apri le Braccia, trasformati per l’occasione in luoghi di produzione artistica.
A coordinare il percorso sarà Tiziano Ronchi, artista 31enne di Brescia scultore e docente all’Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia. «L’obiettivo è far rivivere i materiali – ha spiegato Ronchi –. Creare significa esserci, stare nel momento, quasi in uno stato meditativo, lasciandosi guidare dalla natura. È così che possiamo trasformare ciò che viene considerato scarto e creare bellezza».

Un processo creativo che, nella visione dell’artista, diventa quindi anche esperienza di relazione: recuperare ciò che sembrava aver concluso la propria funzione, lavorarlo e trasformarlo significa sperimentare concretamente i concetti di ciclicità, riutilizzo e rinascita del valore.
Nel progetto entrerà anche il mondo della scuola. L’Istituto tecnico economico Mossotti ha attivato un percorso per le competenze trasversali e l’orientamento che permetterà agli studenti di affiancare i partecipanti nei laboratori, contribuire agli aspetti organizzativi e approfondire i temi dell’inclusione e della sostenibilità. Per ciascuno studente sono previste circa 40 ore di attività.
Il percorso arriverà al suo momento conclusivo nella primavera del 2027, quando le opere realizzate saranno protagoniste di una grande mostra pubblica in un luogo significativo di Novara, con il patrocinio del Comune. Sarà l’occasione per restituire alla comunità non soltanto il risultato artistico dei laboratori, ma anche il percorso umano che lo ha reso possibile.
L’ambizione è che l’esperienza non si esaurisca con la prima edizione: l’obiettivo dichiarato è trasformare la sperimentazione in un modello stabile, costruendo una rete tra imprese, Terzo settore, istituzioni, scuola e mondo della cultura nella quale sostenibilità ambientale e inclusione sociale possano procedere insieme.








