Assieme ad altri tre connazionali ha fatto parte di un gruppo che nel luglio del 2023, all’Angolo delle Ore di Novara, aveva aggredito due giovani studenti strappando loro le collanine. Un solo grido: «Novara è d’oro!». Questa la frase in codice che il «capetto» della banda di diciottenni o poco più utilizzava in centro per radunare i suoi complici e aggredire i coetanei, derubandoli.
Per quel fatto, in tribunale, il ventiduenne marocchino S.L. è stato condannato a 4 anni di reclusione e 900 euro di multa per rapina in concorso. Il pm aveva chiesto 7 anni, mentre la difesa l’assoluzione per mancanza di prove certe sul riconoscimento dell’imputato.
Il giovane era stato identificato dalla polizia e proprio nella sua abitazione era stato recuperato il bottino, restituito ai due novaresi presi di mira. Gli altri tre coimputati hanno già patteggiato la pena. Nel corso del processo una delle vittime ha ripercorso i fatti di quella sera, raccontando di essere stato avvicinato con una scusa, quella di far girare su Telegram le foto di una ragazza, fidanzata di uno della banda. Ma i due novaresi nemmeno li conoscevano. Si sono quindi allontanati dalla zona dell’Angolo delle Ore ma gli sconosciuti tornati alla carica quando i due si trovavano in una via isolata. Li avevano aggrediti strappando loro la collana a calci. Poi erano scappati. Il lavoro della polizia ha portato a chiudere il cerchio su alcuni dei responsabili dell’aggressione, le cui posizioni hanno seguito percorsi processuali differenti: a giudizio ordinario è arrivato solo S.L., complice del capo indicato come persona bassa con gli occhiali.




