Polo logistico di Pernate, il Tar annulla la delibera del comune di Galliate: via libera al progetto

Una sentenza articolata in 64 pagine che segna un punto decisivo nella vicenda del polo logistico di Pernate. Il Tar del Piemonte ha respinto i tre ricorsi presentati dal Comitato per Pernate e da alcune associazioni ambientaliste contro il comune di Novara e ha accolto parzialmente i due ricorsi di Develog e dei proprietari dei terreni annullando la delibera del comune di Galliate del 2024, dando di fatto il via libera al progetto promosso promosso da Develog.

Il progetto prevede la realizzazione di un insediamento logistico – su un’area da un milione di metri quadrati di cui 250 mila occupati da capannoni – uno degli interventi più rilevanti degli ultimi anni sul territorio novarese. Il Tribunale amministrativo ha ritenuto infondate le contestazioni sollevate dalle associazioni ambientaliste, stabilendo che «le tematiche ambientali, paesaggistiche ed idrauliche agitate dai ricorrenti non solo non possano costituire un limite assoluto all’edificazione del comparto T3b, ma devono costituire l’oggetto di più specifico approfondimento in sede di piano particolareggiato».

In merito al consumo di suolo «trattandosi di un’area già prevista come edificabile dalla pianificazione generale comunale, alla stessa non si applicano le soglie di limitazione del consumo di suolo stabilite, che riguardano solo le nuove previsioni che occupano superfici libere localizzate esternamente alle aree già previste dalla pianificazione vigente». In altre parole: il progetto non viola gli strumenti urbanistici e che l’iter amministrativo seguito dal comune di Novara è corretto.

Allo stesso tempo, il Tar ha annullato la delibera con cui il comune di Galliate aveva espresso il proprio dissenso all’intervento. Su questo punto sono stati accolti, almeno in parte, i ricorsi presentati separatamente da Develog e dai proprietari delle aree. Nelle motivazioni, i giudici sottolineano come il precedente sindaco di Galliate, Claudio Di Caprio, non si fosse opposto al progetto nelle fasi iniziali. Un elemento che pesa nella valutazione del comportamento della successiva amministrazione guidata da Alberto Cantone.

Secondo il Tar, il comune di Galliate non avrebbe rispettato pienamente il principio di leale collaborazione istituzionale, sollevando le proprie obiezioni fuori dalla sede corretta, che sarebbe stata quella della conferenza dei servizi. Non solo, il Tar ha rilevato come «un comune contermine non può bloccare un progetto di sviluppo logistico dell’interporto chiedendo genericamente, come ha fatto il Comune di Galliate, di ‘ridurre in maniera significativa il consumo di suolo’ e di ridefinire una ‘strategia territoriale sovracomunale’».

A caldo sono arrivate le prime reazioni. L’assessore all’Ambiente del comune di Galliate, Roberto Vellata, non nasconde la sorpresa: «Non mi aspettavo una sentenza del genere, pensavo che il Comune avesse margine di discrezionalità nelle decisioni che impattano il territorio». Sulla stessa linea il presidente del Comitato per Pernate, Paolo Manenti: «Perseguiremo tutte le azioni legali fino a che possiamo, abbiamo l’appoggio del quartiere e dei ricorrenti».

«Prendiamo atto della sentenza del Tar Piemonte – afferma Cantone -. Il Tribunale ha annullato la delibera con cui il Consiglio comunale di Galliate aveva espresso il proprio dissenso, ma non ha escluso il ruolo del nostro Comune nel procedimento. Al contrario, ha confermato che Galliate è un ente che deve partecipare all’accordo di pianificazione. Approfondiremo con i nostri legali il contenuto della decisione per valutare con attenzione i prossimi passaggi amministrativi».

Sul tavolo resta anche l’ipotesi di un ricorso al Consiglio di Stato, che potrebbe riaprire il confronto su uno dei progetti più discussi del territorio.

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Immagine di Luca Galuppini

Luca Galuppini

25 anni, laureato con lode in Politics, Philosophy and Public Affairs all'Università degli Studi di Milano, lavora come addetto stampa.