Condividere lo stesso spazio, nello stesso momento, per scoprire che le differenze non sono muri ma finestre. È questa la filosofia alla base di “Lo Stesso Tempo – Convivenza delle differenze”, il nuovo progetto di inclusione sociale presentato dall’assessorato alle Politiche Sociali del comune di Novara. L’iniziativa si rivolge a una fascia d’età delicata, quella compresa tra gli 11 e i 29 anni, e ha l’obiettivo di creare gruppi misti composti da ragazzi con disabilità o fragilità e coetanei, uniti dallo sviluppo di attività laboratoriali e artistiche.
Il cuore del progetto, che troverà casa principalmente allo spazio Nòva in collaborazione con la scuola di musica Dedalo, risiede nel cambio di paradigma rispetto al passato. Come ha spiegato l’assessora alle Politiche sociali Teresa Armienti, l’intento è «superare la logica esclusivamente “medicalizzata” con cui spesso si affronta la disabilità. L’idea di fondo è smettere di pensare che il ragazzo fragile debba essere solo “curato” e iniziare a vederlo come portatore di potenzialità che, attraverso l’arte e la creatività, possono emergere ed essere restituite alla comunità». Non si tratta quindi di laboratori chiusi, ma di percorsi aperti che culmineranno in spettacoli ed eventi pubblici rivolti a tutta la cittadinanza.
“Lo Stesso Tempo” è il risultato di un lungo periodo di incubazione: sei mesi di co-progettazione intensa che hanno visto il comune lavorare fianco a fianco con cinque associazioni del terzo settore. Una rete necessaria, perché, come ribadito dall’amministrazione, l’ente pubblico non può fare tutto da solo e ha bisogno delle competenze specifiche di chi vive la disabilità quotidianamente.
Soddisfazione per il risultato raggiunto è stata espressa da Daniela Mazzaro, coordinatrice dell’area disabilità del comune e del progetto stesso. Mazzaro ha sottolineato il valore delle energie investite e la ricchezza derivante dallo sguardo “di prossimità” delle associazioni, capaci di leggere i bisogni reali del territorio meglio di chiunque altro. «Il progetto si svilupperà ora su cinque linee d’azione concrete: laboratori artistici, eventi pubblici, comunicazione, creazione di reti territoriali e formazione. Un ecosistema complesso per dimostrare che l’inclusione vera si fa costruendo insieme, allo stesso tempo» ha spiegato.







