«Non solo auto, il cavalcavia è anche dei ciclisti»

«Nel 1928, quando è stato costruito, era un’eccellenza della città, ora rischia di diventare un cadavere». Un allarme lanciato dagli Amici della Bici di Novara, Legambiente Circolo il Pioppo e Novara Green in riferimento ai lavori che stanno interessando il cavalcavia Porta Milano.

«A gennaio abbiamo chiesto di incontrare l’amministrazione comunale, ma non abbiamo mai ricevuto risposta – proseguono -. Finiremo per fare un flash mob in bicicletta, almeno si accorgeranno di noi e di quanto il cavalcavia è pericolo per bici e pedoni».

 

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Le associazioni hanno, infatti, misurato la carreggiata: prima dell’intervento di Rfi c’erano 4 metri di spazio in modo da consentire il transito sia di bici che di auto; oggi è di 3,60, uno spazio non percorribile in sicurezza: «Giusto un anno fa – proseguono – al precedente assessore Federico Perugini avevamo inviato un mail che già evidenziava queste criticità e in cui si proponeva il recupero, la ristrutturazione e il consolidamento dei margini sottoutilizzati o non più utilizzabili come sedi pedonali e destinabili invece a spazi riservati alle biciclette evidenziando in particolare la permanente conflittualità tra veicoli e ciclisti, a danno di questi ultimi, pur disponendo di uno spazio laterale di oltre un metro inutilizzato portando così le corsie a una larghezza di 4,60 in modo da consentire anche l’eventuale incrocio di due bus».

In modo particolare il presidente degli Amici della Bici ed ex assessore, Giulio Rigotti, ha sottolineato come «nel piano della viabilità del 2013 esisteva già il progetto di un ascensore per consentire anche alle persone con difficoltà motorie o alle mamme con i passeggini di attraversare il cavalcavia. Questo progetto è tutto sbagliato: invitiamo l’amministrazione a prendere una posizione seria nei confronti di Rfi in modo da tutelare tutti gli utenti che transitano sul cavalcavia e non soltanto la circolazione veicolare; così come auspichiamo che vengano presi adeguati provvedimenti a tutela dell’interesse pubblico per il risarcimento dei costi materiali causati dagli errori di progettazione di Rfi».

«Un’opera pubblica di questa importanza -ha spiegato il presidente di Novara Green, Fabrizio Cerri – avrebbe dovuto avere una visione prospettica della città del futuro, attenta alla mobilità sostenibile e al trasporto pubblico. Invece si è fatto un errore di fondo quando si è pensato di risistemare il cavalcavia senza una soluzione integrata che favorisse anche altre tipologie di mobilità e si è persa un’occasione. In più si sta arrecando un grosso disagio non solo ai ciclisti che si trovano in una situazione di pericolosità, ma anche ai cittadini che usufruiscono delle linee 4 e 8 che sono ancora deviate con tempi di percorrenza aumentati di dieci minuti rispetto al percorso normale».

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