Novanta ragazzi, uno zaino in spalla e la consapevolezza di non stare partendo per una semplice gita scolastica, ma per un vero e proprio “atto di cittadinanza”. Si apre con queste premesse l’undicesima edizione di “Promemoria Auschwitz”, il progetto educativo che porterà 90 giovani del territorio novarese a Cracovia, per visitare i campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau.
Organizzato dall’associazione SerMais, in collaborazione con l’associazione Deina e l’istituto Storico della Resistenza di Novara, il viaggio di sei giorni è solo la punta dell’iceberg di un percorso formativo più ampio. L’obiettivo non è la semplice commemorazione, ma l’educazione: utilizzare la storia della Shoah come lente per leggere il presente, sviluppare spirito critico e comprendere i temi dell’integrazione e del confronto multiculturale.
“I mostri non esistono”
Il cuore del progetto sta nella consapevolezza che l’orrore non è nato dal nulla. «Per noi partire per Auschwitz significa capire che i mostri non esistono – ha spiegato Simone Quadraro, responsabile del progetto –. Auschwitz non è caduta dal cielo ma è la fine di un percorso durato decenni, che ha coinvolto uomini e donne comuni come potremmo essere noi adesso. Visitare quei luoghi serve a capire come l’essere umano possa essere capace di cose orribili; deve essere un monito all’attenzione. Bisogna ringraziare questi 90 ragazzi e le loro famiglie per questa scelta coraggiosa».
Le voci dei ragazzi
Tra i partecipanti, l’emozione si mescola alla responsabilità. C’è Vittoria, che parte «per capire effettivamente meglio ciò che ha significato vivere in quel periodo, in modo da evitare che ricapiti ancora», e c’è Emanuele, che sottolinea il valore del gruppo: «L’ansia si fa sentire, ma condividere questa opportunità è fondamentale. Conoscere la storia con questa vicinanza mi farà empatizzare in un modo impossibile solo con la teoria». Infine Margherita, che sente già il dovere della testimonianza: «Spero di tornare a casa con la voglia di raccontare tutto a chiunque, per non tenere questa esperienza solo per me. Serve a capire con i propri occhi di cosa siamo capaci noi esseri umani, nel bene e nel male».
Il sostegno del territorio
Un viaggio nella storia che è anche un investimento sul futuro della comunità. Per rendere l’esperienza accessibile a tutti, SerMais ha potuto calmierare le quote di iscrizione grazie al contributo del comune di Novara e di realtà private come che hanno riconosciuto l’alto valore educativo dell’iniziativa.







