La procura di Novara ha chiesto il rinvio a giudizio di G.P., senza fissa dimora già noto alle forze dell’ordine ritenuto responsabile del pestaggio avvenuto il 24 marzo dello scorso anno all’interno di una palazzina dell’ex caserma Passalacqua di viale Ferrucci, ai danni di un clochard. Gli viene contestato il tentato omicidio e all’udienza preliminare dovrebbe chiedere il rito abbreviato.
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, l’uomo avrebbe sfondato il cranio della vittima colpendola con numerose martellate, dopo una banale discussione per soldi e debiti pregressi. Se in in un primo momento aveva cercato di respingere gli addebiti, nelle ore successive all’aggressione, messo di fronte a una serie di accertamenti tecnici svolti dagli investigatori, avrebbe ammesso i fatti sostenendo che il conoscente G.S., 72 anni, italiano, gli aveva offeso la famiglia durante la discussione. Ma per quanto riguarda il motivo di quegli insulti, sosterrebbe di non ricordare bene.
Lunedì 24 marzo la lite si sarebbe svolta in due momenti differenti. C’era stata una prima discussione la mattina, poi G.P. sarebbe tornato una seconda volta dall’avversario armato di martello da mutatore. E, in preda a un raptus, avrebbe scaricato una lunga serie di colpi in testa al settantenne. A trovare il ferito, in un lago di sangue, era stato un altro frequentatore della ex caserma, un immigrato in regola col permesso di soggiorno. E’ stato quest’ultimo a chiamare il 118 e dare l’allarme. Il ferito era stato ricoverato in terapia intensiva con un grave trauma cranio-facciale, e qualche giorno dopo era stato sottoposto a un delicato e complesso intervento chirurgico multidisciplinare per la ricostruzione del viso e della testa, durato sei ore. Successivamente ha iniziato un percorso riabilitativo neurologico-fisiatrico.
L’episodio dell’aggressione aveva suscitato grande preoccupazione tra i cittadini di Novara, ponendo l’attenzione sulle condizioni di degrado e pericolo che persistono in alcune aree abbandonate della città. Proprio il giorno successivo al tentato omicidio c’era stata un’operazione interforze che aveva portato ad allontanare dalla caserma una ventina di occupanti abusivi.







