Luigi Songa si dimette da presidente di Atc ma resta nel Cda

Dopo mesi di sollecitazioni provenienti da più parti politiche, nella giornata di oggi, venerdì 13 novembre, il presidente di Atc Piemonte Nord Luigi Songa ha rassegnato le dimissioni. All’inizio dell’anno, infatti, l’ormai ex presidente era balzato agli onori della cronaca per le sue affermazioni dichiaratamente fascite sollevando un vero e proprio caso.

Oltre alle forze di centro sinistra, contro di lui si erano esposti anche il governatore Alberto Cirio e il presidente del consiglio regionale Stefano Allasia i quali, non potendo imporre direttamente le dimissioni, avevano chiesto a Songa di rimuovere tutti i simboli fascisti presenti nel suo ufficio.

E nel pomeriggio di oggi, poche righe giunte da Songa in persona che rimarrà comunque nel Cda dell’Agenzia territoriale per la casa: «È stata un’esperienza molto positiva, ho collaborato con ottimi amministratori, come il sindaco di Novara, di Vercelli e di Borgosesia e molti altri e lavorato con eccellenti collaboratori e tecnici grazie ai quali siamo riusciti, in poco tempo, e nonostante l’emergenza Covid, ad avviare una serie di percorsi, alcuni già partiti, i cui risultati si potranno vedere presto. Parlo dell’opera di riqualificazione di via San Bernardino a Novara o a via Da Vinci a Omegna, ma anche delle relazioni importanti che siamo riusciti ad approntare in vista del 2021 e dell’importante partita legata all’operazione 110%. Abbiamo iniziato a sistemare il bilancio dell’ente e stiamo iniziando ad affrontare il tema fondamentale della morosità. Non ultimi due progetti pilota di carattere sociale che rappresentano un ulteriore importante obiettivo dal quale emerge l’importanza della collaborazione tra mondo del sociale e del volontariato e quello degli enti pubblici per affrontare, insieme e in modo costruttivo, le nuove povertà».

 

 

«Apprendiamo con soddisfazione queste dimissioni – commenta il consigliere regionale Domenico Rossi -. Una scelta che ho più volte sollecitato per le posizioni riconducibili alla destra più estrema rivendicate dall’ex presidente: idee e principi contrari alla nostra Costituzione repubblicana e antifascista. E’ sconfortante però, e lo conferma proprio Songa, che si tratti di un semplice passaggio di consegne programmato internamente alla destra che al momento governa la nostra Regione. “Patti” che rispondono alla mera spartizione del potere e non al valore ed al rispetto delle istituzioni. Il presidente, la giunta e tutta la maggioranza si sono giocati molta della loro credibilità sulla grottesca gestione di questa vicenda non riuscendo a rimuovere dal suo incarico un personaggio che non esita a dichiarare “Se mi danno del fascista non mi offendo” nonostante la richiesta di dimissioni arrivasse anche dai presidenti di giunta e consiglio regionale. Ora si sana una situazione imbarazzante che ha offeso la memoria di quei partigiani che si sono sacrificati per la libertà e la democrazia».


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