Cronaca In città

Il parco Boroli compie un anno. Stilata una valutazione d’impatto sociale

Il progetto di rigenerazione urbana a Sant'Andrea voluto da Fondazione De Agostini. Il presidente Roberto Drago: «Lavoriamo a un nuovo patto di collaborazione con associazioni e singoli cittadini»

È trascorso un anno dall’inaugurazione del parco Marco Adolfo Boroli a Sant’Andrea, l’area verde di via Redi. Un progetto di rigenerazione urbana di 5 mila metri quadrati, il primo a Novara, voluto dalla Fondazione De Agostini in collaborazione con il comune di Novara e Comunità di Sant’Egidio, Cooperativa sociale Aurive, Pro Natura Novara Odv, Associazione di promozione sociale Sermais, Associazione culturale Creattivi, Territorio e cultura Onlus, Officina della Danza oltre ad Assa. A un nno di distanza la Fondazione ha voluto stilare una valutazione d’impatto sociale (VIS) utile a monitorare gli usi del parco, verificare la soddisfazione dei fruitori e analizzare i cambiamenti generati nel quartiere sulla base degli obiettivi iniziali del progetto, oltre a individuare le criticità emerse, per introdurre correttivi e innovazioni nel modello gestionale.

La VIS, curata da KCity, ha evidenziato che la riqualificazione del parco è considerata dai cittadini come un segnale importante di ripresa dell’attenzione delle istituzioni verso il quartiere di Sant’Andrea e contribuisce a migliorare la qualità della vita dei residenti nell’immediato futuro. Dall’analisi è emerso che il parco è molto frequentatato sia individualmente sia in gruppo, prevalentemente da giovani famiglie, italiane e straniere, con bambini; ma anche dagli alunni della scuola primaria Thouar. L’aggregazione sociale è uno dei primari obiettivi raggiunti e perseguiti da tutti i soggetti coinvolti nell’indagine. Insieme alla percezione di vivere il parco in modo sicuro, in tutti gli orari della giornata, invogliando le persone a frequentarlo e a svolgere in esso attività che prima non facevano.

 

 

Il parco è stato inoltre pensato come luogo nel quale l’intera comunità di Sant’Andrea si può riconoscere e del quale si sente responsabile attivamente, grazie soprattutto all’impegno dimostrato dai firmatari del Patto che hanno manifestato la volontà di proseguire nella gestione partecipata del Giardino e di lavorare collettivamente coinvolgendo nuovi attori e anche singoli cittadini. La manutenzione e la cura del verde affidata ad ASSA, con il contributo delle borse-lavoro sostenute dalla Fondazione De Agostini, ha garantito un presidio continuo e puntuale dello spazio pubblico, molto apprezzato dai cittadini.

Ma non è tutto perchè la Fondazione De Agostini, con il Comue, sta lavorando alla sottoscrizione di un nuovo Patto di collaborazione che coinvolgerà tutte le associazioni firmatarie del primo accordo e vedrà il coinvolgimento anche di altre nuove realtà associative e di singoli cittadini: «La sottoscrizione sarà conclusa entro la fine del 2020 – commenta Roberto Drago, presidente della Fondazione De Agostini -. Abbiamo coinvolto anche nuove realtà associative ed esteso l’invito anche ai cittadini che desiderano partecipare attivamente alla gestione sociale del parco. Crediamo in questo progetto e siamo stati rassicurati dai positivi risultati dell’indagine effettuata. Il nostro intervento ha reso il parco più sicuro, più vissuto, più partecipato e il quartiere di riflesso ne ha beneficiato. Desideriamo, quindi, proseguire al fianco dei tanti soggetti oggi coinvolti nella cura e nella gestione sociale del Giardino, impegnandoci ulteriormente per migliorare la qualità della vita dei cittadini e ad educare al bello le nuove generazioni che rappresentano il futuro del quartiere e della città».

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