Il progetto per il nuovo polo logistico di corso Vercelli non parte con il piede giusto

Un insediamento di oltre 350 mila metri quadrati alla periferia occidentale del capoluogo. Colli Vignarelli (Pd): «E' la “summa” dell'idea di città che ha questa amministrazione»

Il primo progetto per un nuovo insediamento logistico e commerciale è stato presentato nel pomeriggio di ieri, giovedì 12 maggio, nel corso di una riunione di Commissione all’Arengo del Broletto. Ma non sembra essere partito con il piede gusto. L’area interessata (360 mila metri quadrati) si inserisce in una molto più vasta (900 mila) situata alla periferia occidentale della città, delimitata da corso Vercelli, via Castello (la strada che conduce alla frazione di Casalgiate), la ferrovia storica Torino – Milano e il torrente Agogna.


La lunga e articolata illustrazione da parte dei progettisti e dei tecnici della società proponenti che hanno lavorato a questa prima fase per la redazione dei documenti riguardanti la Valutazione di impatto strategica, con tanto di studi sui fronti viabilistico e ambientale, ha permesso di focalizzare l’attenzione sui contenuti dell’iniziativa, che prevede la realizzazione di un polo logistico e tra le altre cose anche di un nuovo IperCoop da 6 mila metri quadrati. La destinazione dei terreni, oggi essenzialmente agricola, è già di natura commerciale; basterà un passaggio da parte di Palazzo Cabrino per adottare una variante al Prg.


Anche se appare prematuro esprimere giudizi di fronte a quello che lo stesso assessore all’Urbanistica Valter Mattiuz ha definito «un progetto che sta ancora muovendo i primi passi», perplessità sono emerse anche dalle fila della maggioranza. Ezio Romano (Forza Novara), ricordando tra le altre cose che «sono quaranta anni che Lumellogno attende una pista ciclabile», si è posto qualche interrogativo anche quali potrebbero essere le reali ricadute occupazionali e l’aumento del traffico (e del conseguente inquinamento) in una zona già particolarmente congestionata come quella di Casalgiate.


Decisamente contrario si è espresso il Pd per bocca di Rossano Pirovano («Quale sarà l’impatto con il trasporto pubblico?»), ma soprattutto con Mattia Colli Vignarelli: «Almeno qui, a differenza di Pernate, non ci avete mostrato luci psichedeliche, autostrade verdi e laghetti», ha esordito piuttosto sarcasticamente. E ancora: «Le mie considerazioni sono rivolte all’amministrazione, non certo ai progettisti. Ci troviamo si fronte a un nuovo consumo di suolo e a tanti altri fattori negativi, con le variazioni delle Pm 10 ritenute non rilevanti perché già oltre i limiti. Quello che mi chiedo è quale Novara stiamo andando a costruire? Ci stiamo circondando di capannoni e supermercati e questo progetto rappresenta la “summa” dell’idea di città che ha questa maggioranza». Non si è ripetuta la battuta “Canelli come Attila”, ma ci siamo andati molto vicino…

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Luca Mattioli

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