Il pragmatismo di Canelli: maggioranza blindata e la Giunta sotto la lente

Quando nel cortile del proprio palazzo scoppia un incendio, la prima regola di un amministratore navigato è quella di indossare i panni del pompiere. È esattamente l’approccio scelto dal sindaco Alessandro Canelli di fronte al terremoto scatenato dalla nascita di “Alleanza Novarese”, il gruppo dei dissidenti che ha formalizzato la spaccatura all’interno di Fratelli d’Italia e lanciato la sfida alla leadership del senatore Gaetano Nastri. Con pragmatismo istituzionale, il primo cittadino ha scelto di osservare la faida del partito alleato mantenendo una prudente distanza di sicurezza, preoccupandosi unicamente di blindare il perimetro della propria amministrazione.

Il dialogo con i dissidenti: «Persone corrette e costruttive»

A poche ore dall’infuocata conferenza stampa dei ribelli, Canelli ha chiarito la propria posizione confermando di aver già avuto un confronto diretto con i diretti interessati. «Ho parlato con loro», ha esordito il sindaco, tracciando subito una linea di demarcazione invalicabile: «Non voglio entrare nelle dinamiche di un altro partito, mi limito a dire che prendo atto della volontà del nuovo gruppo di rimanere nel perimetro della maggioranza, che quindi non cambia, e di aderire e continuare ad aderire al programma politico che portiamo avanti da anni e che durerà fino alla fine del mandato».

Nessun allarme rosso per la tenuta del governo cittadino, dunque. Anzi, Canelli ha speso parole di forte apprezzamento personale e politico per i consiglieri fuoriusciti, riconoscendo il loro peso specifico all’interno delle dinamiche consiliari. «Conosco e ci ho lavorato molto bene con Michele Ragno, Mauro Gigantino e Maurizio Nieli, e per quanto mi riguarda li considero persone corrette, collaborative e costruttive. Non ho dubbi che continuerà ad essere così», ha assicurato il primo cittadino, siglando di fatto un patto di non belligeranza con la neonata formazione.

La richiesta di “verifica” e la diplomatica flemma del sindaco

Il passaggio politicamente più insidioso della giornata riguardava però la formale richiesta avanzata da Alleanza Novarese: una “verifica” della giunta per traghettare il mandato verso il 2027. Anche in questo caso, la replica di Canelli è stata capace di accogliere l’istanza senza però farsi dettare l’agenda. «La verifica della giunta io la faccio quotidianamente e costantemente per verificare se l’attività è consona agli obiettivi che ci siamo dati», ha ribattuto il sindaco. Un monitoraggio continuo che, ha precisato, viene svolto «sentendo i gruppi consiliari che si arricchiscono di questa nuova formazione». Come a dire: la porta è aperta, i vostri malumori saranno ascoltati, ma il timone resta saldamente nelle mie mani.

Gli equilibri in giunta: chi siede sulle poltrone di FdI

Tuttavia, al netto delle rassicurazioni di rito, la richiesta di una verifica dell’esecutivo da parte dei dissidenti nasconde un inequivocabile messaggio politico. I bersagli indiretti di questa operazione, pur senza rivendicazioni immediate di poltrone, sono i tre attuali assessori in quota Fratelli d’Italia, espressione diretta di quella stessa leadership provinciale oggi apertamente contestata da Alleanza Novarese.

L’assetto attuale di palazzo Cabrino vede infatti il partito di Giorgia Meloni occupare caselle di primissimo piano. Il ruolo di maggior peso è senza dubbio quello di Ivan De Grandis, che oltre a detenere deleghe pesanti ricopre la carica di vicesindaco. Ad affiancarlo nell’esecutivo ci sono Elisabetta Franzoni, titolare dell’assessorato all’Ambiente, e Giulia Negri, a cui sono affidate le deleghe all’Istruzione e alle Pari opportunità. Chiedere di “verificare” il lavoro della giunta significa, nei fatti, mettere sotto la lente d’ingrandimento l’operato di questi tre amministratori fedeli alla linea ufficiale del partito. Canelli, da abile mediatore, ha incassato il colpo rassicurando tutti, ma la sensazione è che gli equilibri interni alla sua maggioranza siano appena entrati in una fase di delicatissima, e attentamente sorvegliata, fibrillazione.

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Luca Galuppini

25 anni, laureato con lode in Politics, Philosophy and Public Affairs all'Università degli Studi di Milano, lavora come addetto stampa.