C’è una sottile, poetica ironia nel parlare di mattoni, cemento e mutui trentennali all’interno di un’aula universitaria, luogo per eccellenza deputato alla costruzione del futuro immateriale. Eppure, la presentazione della decima edizione del Borsino Immobiliare Novarese (BIN), andata in scena all’auditorium Cattaneo dell’Upo, si è rivelata molto più di una semplice sfilza di freddi numeri al metro quadro. Si è trasformata in un garbato salotto in cui le grandi visioni di sviluppo cittadino si sono mescolate con la pragmatica realtà del mercato, tra slanci di ottimismo, sogni da vendere e la consueta, stoica rassegnazione di fronte alle tempistiche della burocrazia.
I sogni dei mediatori e la primavera demografica
A rappresentare la Federazione Italiana degli Agenti Immobiliari è stato il presidente della sezione Alto Piemonte, Claudio Bagnato, che ha tenuto a precisare come il lavoro dell’agente immobiliare vada ben oltre la semplice firma su un rogito. «Spesso si pensa solo alla mediazione, ma dietro c’è un lavoro particolare: parliamo di sogni, di progetti», ha spiegato con trasporto, investendo la categoria del gravoso ruolo di «ambasciatori del territorio».
Un territorio che, come ha sottolineato il sindaco Alessandro Canelli, si prepara a vivere una vera e propria rinascita. Il primo cittadino ha dipinto una città che non solo osserva con attenzione il mercato del mattone come «spia dell’andamento dell’economia», ma che sembra finalmente essersi lasciata alle spalle il gelo dell’inverno demografico. «Il trend è riuscito ad arrestare la caduta e a invertire la tendenza», ha annunciato Canelli, delineando l’identikit dei nuovi novaresi: famiglie più piccole, alla ricerca di appartamenti medio-piccoli, attratte da una città che punta a diventare un polo di investimenti.
L’eleganza dell’attesa: cantieri lenti e il “rush finale” sui microchip
Ma è sul fronte della rigenerazione urbana che il primo cittadino ha voluto focalizzare il suo intervento sottolineando il valore dei cantieri che «dovrebbero ricucire le ferite della città da Casa Bossi all’ex Macello, fino all’ ex Centro Sociale» per il quale Canelli ha assicurato che i lavori «inizieranno a fine maggio, al massimo entro l’inizio di giugno». Sul fronte delle grandi opere, invece, per quanto riguarda la Città della Salute il sindaco ha assicurato che con la nomina del commissario «entro pochi mesi si sbloccherà la procedura».
Su Silicon Box, invece, Canelli ha ricordato il valore di un investimento che porterà in città 1600 nuovi posti di lavoro ad alta qualificazione, e ha sottolineato «di avere segnali positivi dopo un periodo di stallo. Speriamo a un rush finale positivo, ma uso il condizionale perché è meglio stare prudenti».
I numeri: un mercato di «complementarità»
Mentre la politica sogna in grande e attende lo sblocco dei cantieri, i numeri del Borsino fanno emergere un mercato “maturo”, che non vive di strappi speculativi ma di una solida stabilità. A livello provinciale il prezzo medio si assesta a 1.320 euro al metro quadrato (con una lievissima crescita annua dello 0,5%), mentre nel capoluogo si registra un leggero fisiologico assestamento a 1.387 euro al metro quadrato per le compravendite (-4,1% sull’anno precedente, ma con un solido +9% nel triennio). Il vero motore della città si conferma il mercato degli affitti, con canoni medi intorno ai 9,86 euro al metro quadro, il 13% in più rispetto al triennio precedente.
In sintesi, Novara non è Milano (dove i prezzi superano i 5.180 euro al metro quadro) e non è Torino. Gode di quello che il rapporto definisce sapientemente un ruolo di «complementarità»: attrae chi fugge dai costi insostenibili delle metropoli, offrendo un equilibrio tra qualità della vita e accessibilità economica, grazie all’occhio vigile della Camera di Commercio che, come ricordato da Angelo Santarella, è sempre pronta a vigilare sulla «trasparenza delle trattative».
La mappa dei quartieri: quanto costa il “sogno” novarese
Per dare concretezza a questi sogni abitativi, ecco un estratto dei valori immobiliari registrati dal BIN 2026 in alcune delle zone più rappresentative del capoluogo, focalizzandosi sulle tipologie di immobili nuovi (o in classe energetica elevata) e su quelli di recente costruzione.
| Quartiere cittadino | Appartamenti Nuovi (min – max €/mq) | Appartamenti Recenti (min – max €/mq) |
| Centro (Baluardi) | 3.400 – 4.250 | 2.100 – 2.700 |
| Sacro Cuore | 3.300 – 4.100 | 1.600 – 2.200 |
| San Martino | 3.050 – 3.700 | 1.450 – 2.000 |
| Porta Mortara | 2.850 – 3.250 | 1.350 – 1.800 |
| San Paolo | 2.750 – 3.200 | 1.350 – 1.850 |
| Bicocca | 2.500 – 3.000 | 1.300 – 1.750 |
| Sant’Agabio | 2.400 – 2.600 | 850 – 1.150 |
Il mercato direzionale e commerciale segue andamenti paralleli, con il centro storico che si conferma la zona di maggior pregio e le aree semicentrali che offrono soluzioni più accessibili per le attività d’impresa. Ecco i valori di riferimento per le categorie uffici e negozi nelle medesime zone.
| Quartiere cittadino | Uffici (min – max €/mq) | Negozi (min – max €/mq) |
| Centro (Baluardi) | 1.400 – 2.000 | 1.500 – 3.400 |
| Sacro Cuore | 1.100 – 1.650 | 1.150 – 2.200 |
| San Martino | 1.000 – 1.600 | 1.100 – 2.100 |
| Porta Mortara | 800 – 1.300 | 800 – 1.350 |
| San Paolo | 850 – 1.300 | 800 – 1.500 |
| Bicocca | 750 – 1.100 | 750 – 1.300 |
| Sant’Agabio | 500 – 850 | 500 – 900 |
Nelle aree più periferiche, i valori per le soluzioni abitative di nuova costruzione si mantengono invece stabili all’interno di una forbice compresa mediamente tra i 2.400 e i 2.800 euro al metro quadrato, confermandosi come bacini particolarmente attrattivi sia per l’acquisto della prima casa che per l’investimento a reddito. In queste stesse zone (come Torrion Quartara, Veveri, Lumellogno e Pernate), i valori per uffici e negozi si attestano fisiologicamente su cifre più contenute, oscillando tra i 500 e gli 800 euro al metro quadrato.







