Il primo cittadino di Galliate: «Sindaci esclusi dalla distribuzione dei vaccini»

«Dall’inizio dell’emergenza Covid, i sindaci sono stati, tramite i vari dpcm, autorizzati ad attuare i piani di contenimento. Ora che i vaccini sono pronti, non ci chiamano in causa per la distribuzione e Galliate si è offerta per un’eventuale punto di inoculo».

Così si sfoga sulla propria pagina Facebook il primo cittadino di Galliate, Claudiano Di Caprio. E prosegue: «I dati dicono che stiamo procedendo con molta lentezza, visto e considerato che ad oggi non ci sono alternative, andava programmato a livello nazionale per una maggiore diffusione. Speriamo di recuperare in queste settimane il tempo perso».

 

 

Secondo i dati di ieri, il Piemonte risulta comunque essere tra le regioni che ha somministrato la maggior parte delle dosi ricevute finora (leggi qui) così come è vero che il comune di Galliate è sempre stato in prima linea durante la pandemia organizzando, insieme alla Asl, il drive trough per i tamponi e ha messo a disposizione l’ex biblioteca per la somministrazione dei vaccini antinfluenzali.

Numerosi i commenti al post del sindaco. E a chi, ad esempio, gli chiede. «Non ci chiamano in causa chi? Il governo dovrebbe relazionarsi col singolo comune per la parte logistica? Saranno le regioni a doversene occupare?» Di Caprio risponde: «Come hanno fatto con l’emergenza Covid, uguale. Ma lei sa cosa c’è dietro ad ogni provvedimento, ordinanza, giorni e settimane di lavoro, bene siamo pronti, come sempre. Siamo di fronte alla più grande emergenza dal dopo guerra, si chiede di collaborare per il bene di tutti, non del singolo. Perché sappiamo bene che alternative non ci sono: come me vuole tornare alla sua vita normale e non fatta di mascherine, chiusure e limitazioni».

C’è anche chi, in maniera provocatoria, gli scrive: «Mi ricorda chi è il presidente del Piemonte? Governate voi questa regione, se non è contento di come stanno andando le vaccinazioni scriva a Cirio» e il sindaco risponde: «Il post è chiaro, siamo in ritardo, poi se qualcuno ha la coda di paglia, pazienza».

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