Fiaccola olimpica cercasi: a Novara i tedofori restano un mistero (ma qualcuno può uscire allo scoperto)

Il passaggio della fiaccola dei Giochi invernali di Milano-Cortina 2026, atteso a Novara martedì 13 gennaio per l’ultima tappa piemontese, si avvicina. Ma mentre percorso, orari e programma sono noti nei dettagli, resta un piccolo grande mistero: chi porterà la torcia in città? Alla richiesta di conoscere i nomi dei tedofori novaresi – che sono 29 – dall’organizzazione la risposta è stata netta quanto curiosa: questione di privacy. I nomi – viene spiegato – «non possono essere diffusi e solo i diretti interessati o i loro “parenti più prossimi” possono eventualmente manifestarsi sui social o in pubblico».

Una motivazione che, detta così, fa sorridere. Difficile invocare la riservatezza assoluta per un “ruolo pubblico”, sotto gli occhi della stampa e curiosi, in un evento planetario costruito – anche – sulla visibilità dei suoi protagonisti. Più che di privacy, viene da pensare a una scelta di prudenza comunicativa, in una tappa che arriva in un contesto non privo di polemiche e proteste annunciate.

Eppure, qualcosa si sa. Sul sito ufficiale delle Olimpiadi compaiono alcuni nomi noti di novaresi o legati a Novara, tra cui il direttore d’orchestra Riccardo Bisatti, l’ex olimpico Domenico Fioravanti, due ori a Sidney 2000, Filippo Ganna, oro a Tokyo 2020, bronzo e argento a Parigi 2024.

Per tutti gli altri resta il riserbo più totale. Una scelta che sembra rispondere più alla necessità di controllare la narrazione che a reali vincoli normativi. E allora, visto che ufficialmente non si può sapere, l’appello è aperto: se tra i lettori c’è qualche tedoforo novarese disposto a palesarsi, a raccontare la propria storia o semplicemente a dire “sì, ci sono anch’io”, lo faccia. In fondo, se la fiaccola è un simbolo di partecipazione e comunità, non dovrebbe avere paura dei nomi di chi la porta.

© 2025 La Voce di Novara
Riproduzione Riservata

Immagine di Cecilia Colli

Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di direttore