Festa della Guardia di Finanza, bilancio dell’attività al tempo del Covid

Bilancio dell’attività della Guardia di Finanza al tempo del Covid: accanto ai controlli, per così dire “ordinari”, le Fiamme gialle hanno infatti rivolto l’attenzione a tutta quella serie di illeciti connessi all’emergenza sanitaria e alla tutela dei consumatori, in quest’ultimo caso, con riferimento alla commercializzazione illecita di dispositivi di protezione individuale e altri beni per fronteggiare l’emergenza. Sette le persone denunciate per contraffazione e frode in commercio, oltre che per violazioni alle norme di sicurezza dei prodotti, 2707 i dispostivi di protezione sequestrati (tra mascherine e altri dispositivi), e 757 confezioni di gel igienizzante. Inoltre una persona è stata denunciata per manovre speculative su merci, alcune delle quali commercializzate al pubblico con ricarichi sino al 300% rispetto al prezzo di acquisto.

 

 

I dati sono stati comunicati dal comando di Novara in occasione della celebrazione del 246esimo anniversario di fondazione del corpo. Oltre ai controlli connessi all’emergenza sanitaria, la Guardia di Finanza ha proseguito con l’attività di lotta all’evasione e alle frodi fiscali: nel corso del 2019 sono stati fatti 292 interventi ispettivi e di 241 indagini delegate dalla magistratura, che hanno permesso di riscontrare 45 reati fiscali (principalmente riferibili all’utilizzo di fatture false, all’occultamento delle scritture contabili e all’omessa dichiarazione) e di denunciare 45 soggetti.

Particolare attenzione è stata rivolta anche alle frodi carosello: sono 8 i casi scoperti di società “cartiere” o “fantasma” utilizzate per evadere l’Iva. Notevole anche l’impegno sul versante del contrasto all’economia sommersa: sono stati individuati 42 evasori totali e verbalizzati 16 datori di lavoro per  aver impiegato 76 lavoratori in “nero” o irregolari. 8 le persone denunciate per frode della spesa previdenziale, assistenziale e sanitaria; in questo ambito le frodi più consistenti hanno interessato le prestazioni assistenziali (assegni sociali, pensioni di guerra, invalidità civile e altre), con oltre 67mila euro di indebite percezioni.

 

 

 

 

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