È il geometra valtellinese Carlo Maletta la vittima dell’incidente sul lavoro avvenuto a Meina

La tragedia questa mattina sulla linea ferroviaria Milano - Domodossola. Condanna unanime della Cgil e del Pd regionale: «Basta morti sul lavoro»

È il geometra valtellinese Carlo Maletta, 56 anni, la vittima dell’incidente sul lavoro avvenuto questa mattina nel territorio di Meina sulla linea ferroviaria Milano – Domodossola. La tragedia è avvenuta questa mattina, 2 luglio: secondo le prime ricostruzioni il geometra sarebbe rimasto schiacciato da un macchinario in uscita da una galleria. Maletta era dipendente di una ditta appaltatrice che sta svolgendo i lavori per conto di Rfi sulla tratta ferroviaria.

«Rete Ferroviaria Italiana esprime il proprio cordoglio e la vicinanza ai familiari dell’operaio di una ditta appaltatrice, deceduto su un’area di lavoro lungo la linea ferroviaria Milano-Domodossola, interrotta alla circolazione dal 9 giugno per interventi infrastrutturali. La dinamica di quanto accaduto è al vaglio delle competenti autorità alle quali RFI sta offrendo la più ampia collaborazione» fa sapere l’azienda in un comunicato diramato nel pomeriggio di oggi.

Ferma la condanna dei sindacati: «La CGIL Novara VCO, la FILLEA CGIL Novara VCO e la FILT CGIL Novara VCO si stringono alla famiglia – dichiarano i segretari generali Attilio Fasulo (CGIL), Luca Ballardini (FILT CGIL) e Ivan Terranova (FILLEA CGIL) -. Un anno dopo la tragedia di Brandizzo ci troviamo nuovamente a piangere per una morte su un binario. Rimanendo in attesa di avere maggiori informazioni rispetto a quanto accaduto, trasformiamo il dolore in quell’impegno quotidiano che esercitiamo attraverso manifestazioni, scioperi e nella recente campagna referendaria: perché di lavoro non si può morire. Non è una società civile quella in cui continuiamo a registrare morti, infortuni e malattie professionali: occorre che lo sdegno che animerà quanti verranno a conoscenza dell’accaduto venga trasformato in senso di responsabilità da parte di tutti (lavoratori, imprese e istituzioni) per il rispetto delle norme volto a impedire quelle che impropriamente vengono chiamate “morti bianche”».

«Da gennaio a maggio di quest’anno si contano 370 vittime sul lavoro in Italia  di cui 19 in Piemonte e anche il novarese paga il suo triste tributo – aggiunge Domenico Rossi, consigliere regionale e segretario del Partito Democratico del Piemonte – Sono addolorato ed esprimo tutta la mia vicinanza alla famiglia, ma non basta è il momento affrontare davvero questo drammatico problema. Occorre mettere in campo, con urgenza, tutte le azioni necessarie per aumentare la sicurezza sui luoghi di lavoro. Il Pd Piemonte non rimarrà indifferente: metteremo tutto il nostro impegno per indagare e contrastare un fenomeno che il nostro Paese non può più accettare. Siamo di fronte a una priorità su cui dovrà immediatamente attivarsi anche la nuova giunta e il nuovo consiglio regionale coinvolgendo associazioni di categoria ed enti datoriali” conclude il segretario del Pd regionale».

 

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